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Andare in basso
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Walkiria77
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Grado Heritage GH2

il 26/8/2018, 15:26
Ciao a tutti, che amplificazione mi consigliereste?

Audio Specs:
Transducer Type: Dynamic  
Operating Principle: Open Air  
Frequency Response: 14 - 28,000 hz  
SPL 1mW: 99.8 dB  
Nominal Impedance: 32 ohms  
Driver Matched dB: .05 dB 
Vented diaphragm 
Cocobolo air chamber 
UHPLC copper voice coil 
HPlC copper connecting cable
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Walkiria77
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Re: Grado Heritage GH2

il 9/9/2018, 19:21
Dopo una decina di giorni di utilizzo posso ritenermi molto soddisfatto. Per ora le piloto direttamente con l’Hugo2. Buon dettaglio, bassi profondi e medi ben presenti e piacevoli. Bel palcoscenico ed alti mai pungenti. Pur essendo molto efficiente, si sente che meriterebbe un amplificazione di maggior qualità.
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Walkiria77
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Re: Grado Heritage GH2

il 23/9/2018, 08:41
A quanto sopra aggiungo solo che dopo un oretta diventano davvero scomode
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Dirty Harry
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Re: Grado Heritage GH2

il 23/9/2018, 10:30
Non conosco l'Hugo 2 né le Grado GH2 (un'edizione limitata che non è dato sapere in cosa si differenzia da altri modelli, almeno sul sito) ma, tra i modelli delle Grado che ho sentito, quello che ho sentito più moderno è costituito dalle GS1000.
La generale impostazione conservatrice degli altri modelli è sempre stata abbastanza limitante e sonicamente caratterizzante sulla qualità delle frequenze basse con, fortunatamente, un medio-basso molto buono - presente ma con il giusto aplomb - che le rende abbastanza universali; di ottimo livello il medio ma all'americana ovvero con un'attenzione alla focalizzazione ed all'analisi in tale settore che riflette la restituzione della regina degli strumenti - la voce umana - nella declinazione nordamericana. Eccellente, invece, la restituzione delle gamme di frequenze che vanno dal medio-alto in su; sufficiente, però, la restituzione della scatola sonora, comunque critica per le cuffie e che ha bisogno dei giusti accorgimenti tecnici per uscire fuori: cosa non contemplata dalla conservatrice casa statunitense (occorre dire, peraltro, che ho avuto un buon feedback su tale parametro con registrazioni audiofile ma non si campa ascoltando solo incisioni di tale tipo).
Il problema delle Grado è la problematicità del pilotaggio: il risultato dell'accoppiamento con le amplificazioni ha dato luogo alla casitica più ampia della varietà nel giudizio sonoro nei confronti di queste cuffie, per quello che riguarda la mia esperienza ed opinione personale, ovviamente.
In cauda venenum - e ci mancherebbe, per chi mi conosce bene... - in altri forum ed in altri tempi, c'era una sorta di florilegio unito ad un'acritica adorazione (settarismo vintage o impotente parrucconeria ?) verso la Grado HP1, sorta di pietra filosofale cuffiofila per la quale era giustificato spendere una fortuna (grazie all'affarista spacciatore-recensore di turno), cifre stratosferiche che avrebbero consentito una notte favolosa con escort di lusso e con ben altri ritorni sensoriali (per quanto diversi da quelli uditivi).
E voglio risparmiarvi i ricordi traumatici delle cazzate audiofile che la mia mente conserva intorno agli accoppiamenti sabbatici, durante le lune piene degli equinozi degli anni bisestili, con amplificatori costruiti appositamente da comprovati guru-sacerdoti di tali riti direttamente provenienti da pratiche occulte. Per carità, non che la HP1 fosse malvagia; era un'ottima cuffia ma con i limiti della progettazione di quegli anni, figli delle limitate richieste dei supporti dedicati alla riproduzione musicale del tempo.
Ora, non appartenendo a nessuna categoria di guru e di sacerdoti audio né avendo - più prosaicamente e come quelli - interesse a vendere alcunché, ciò che bisogna aver cura di contemperare nell'accoppiamento tra Grado ed amplificatore è la sua personalità sonora, abbinata ad una sensibilità comunque elevata (pur se non da record) ed una bassa impedenza, con una buona capacità di gestire la potenza che gli si invia; a parer mio, e senza sopravvalutare troppo quest'ultimo aspetto, occorre lavorare più in qualità che in quantità, lasciando alla migliore restituzione del (medio)basso la discriminante nel trovare il giusto equilibrio.
Non ho esperienza d'ascolto delle Grado con le ultime fatiche di Alex ma il risultato degli accoppiamenti con gli amplificatori sino al VHF-N non sono positivi e, per i motivi suddetti, non ne conosco i motivi; tuttavia, per come denunciato sopra, sono cuffie che non mi interessano troppo, dal mio punto di vista. Sicuramente possono ancora vantare un valido utilizzo tipico tra chi apprezza alcuni aspetti dell'ascolto critico, unitamente ad un buon blasone coadiuvato da un intelligente marketing, che tende oltremodo a vantarlo; ma è passata molta acqua sotto i ponti dell'ascolto in cuffia e dei moderni parametri che questo deve soddisfare, e le Grado, altezzose - per quanto ancora piacenti - signore li ignorano (o fanno finta di ignorarli).
il sottoscritto vive ancora il suo presente e preferisce guardare avanti e magari concentrarsi su cose più giovani, almeno sin quando se la sente... wink shifty
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Walkiria77
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Re: Grado Heritage GH2

il 23/9/2018, 12:08
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Non conosco l'Hugo 2 né le Grado GH2 (un'edizione limitata che non è dato sapere in cosa si differenzia da altri modelli, almeno sul sito) ma, tra i modelli delle Grado che ho sentito, quello che ho sentito più moderno è costituito dalle GS1000.
La generale impostazione conservatrice degli altri modelli è sempre stata abbastanza limitante e sonicamente caratterizzante sulla qualità delle frequenze basse con, fortunatamente, un medio-basso molto buono - presente ma con il giusto aplomb - che le rende abbastanza universali; di ottimo livello il medio ma all'americana ovvero con un'attenzione alla focalizzazione ed all'analisi in tale settore che riflette la restituzione della regina degli strumenti - la voce umana - nella declinazione nordamericana. Eccellente, invece, la restituzione delle gamme di frequenze che vanno dal medio-alto in su; sufficiente, però, la restituzione della scatola sonora, comunque critica per le cuffie e che ha bisogno dei giusti accorgimenti tecnici per uscire fuori: cosa non contemplata dalla conservatrice casa statunitense (occorre dire, peraltro, che ho avuto un buon feedback su tale parametro con registrazioni audiofile ma non si campa ascoltando solo incisioni di tale tipo).
Il problema delle Grado è la problematicità del pilotaggio: il risultato dell'accoppiamento con le amplificazioni ha dato luogo alla casitica più ampia della varietà nel giudizio sonoro nei confronti di queste cuffie, per quello che riguarda la mia esperienza ed opinione personale, ovviamente.
In cauda venenum - e ci mancherebbe, per chi mi conosce bene... - in altri forum ed in altri tempi, c'era una sorta di florilegio unito ad un'acritica adorazione (settarismo vintage o impotente parrucconeria ?) verso la Grado HP1, sorta di pietra filosofale cuffiofila per la quale era giustificato spendere una fortuna (grazie all'affarista spacciatore-recensore di turno), cifre stratosferiche che avrebbero consentito una notte favolosa con escort di lusso e con ben altri ritorni sensoriali (per quanto diversi da quelli uditivi).
E voglio risparmiarvi i ricordi traumatici delle cazzate audiofile che la mia mente conserva intorno agli accoppiamenti sabbatici, durante le lune piene degli equinozi degli anni bisestili, con amplificatori costruiti appositamente da comprovati guru-sacerdoti di tali riti direttamente provenienti da pratiche occulte. Per carità, non che la HP1 fosse malvagia; era un'ottima cuffia ma con i limiti della progettazione di quegli anni, figli delle limitate richieste dei supporti dedicati alla riproduzione musicale del tempo.
Ora, non appartenendo a nessuna categoria di guru e di sacerdoti audio né avendo - più prosaicamente e come quelli - interesse a vendere alcunché, ciò che bisogna aver cura di contemperare nell'accoppiamento tra Grado ed amplificatore è la sua personalità sonora, abbinata ad una sensibilità comunque elevata (pur se non da record) ed una bassa impedenza, con una buona capacità di gestire la potenza che gli si invia; a parer mio, e senza sopravvalutare troppo quest'ultimo aspetto, occorre lavorare più in qualità che in quantità, lasciando alla migliore restituzione del (medio)basso la discriminante nel trovare il giusto equilibrio.
Non ho esperienza d'ascolto delle Grado con le ultime fatiche di Alex ma il risultato degli accoppiamenti con gli amplificatori sino al VHF-N non sono positivi e, per i motivi suddetti, non ne conosco i motivi; tuttavia, per come denunciato sopra, sono cuffie che non mi interessano troppo, dal mio punto di vista. Sicuramente possono ancora vantare un valido utilizzo tipico tra chi apprezza alcuni aspetti dell'ascolto critico, unitamente ad un buon blasone coadiuvato da un intelligente marketing, che tende oltremodo a vantarlo; ma è passata molta acqua sotto i ponti dell'ascolto in cuffia e dei moderni parametri che questo deve soddisfare, e le Grado, altezzose - per quanto ancora piacenti - signore li ignorano (o fanno finta di ignorarli).
il sottoscritto vive ancora il suo presente e preferisce guardare avanti e magari concentrarsi su cose più giovani, almeno sin quando se la sente... wink shifty


Grazie per la disamina romanzata grande sorriso, io ho zero esperienza di Grado. Mi sono sempre state sconsigliate per i generi che ascolto, ma un paio di appassionati del marchio mi hanno consigliato questo particolare modello e visto il prezzo allettante le ho prese al volo. Ne sono molto soddisfatto, ma facendo sedute d’ascolto che superano facilmente le 2 ore dovrò ripiegare su qualcosa di più comodo.
Venerdì a Rimini ho avuto modo di provare quelle modificate, specie quella top di gamma, ma non è il mio sound (troppo bassose )
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Dirty Harry
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Re: Grado Heritage GH2

il 23/9/2018, 13:28
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ne sono molto soddisfatto, ma facendo sedute d’ascolto che superano facilmente le 2 ore dovrò ripiegare su qualcosa di più comodo.
Eppure se ne parla bene proprio in termini di sopportabilità/vestibilità alla distanza...
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Venerdì a Rimini ho avuto modo di provare quelle modificate, specie quella top di gamma, ma non è il mio sound (troppo bassose )
Beh... ci sono alcuni strumenti abbastanza espressivi della musica jazz che scendono parecchio e che possono risultare sacrificati da un'impostazione sonora timida sulle frequenze in questione... senza cedere a certo parossismo discotecaro...
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Walkiria77
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Re: Grado Heritage GH2

il 23/9/2018, 13:53
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ne sono molto soddisfatto, ma facendo sedute d’ascolto che superano facilmente le 2 ore dovrò ripiegare su qualcosa di più comodo.
Eppure se ne parla bene proprio in termini di sopportabilità/vestibilità alla distanza...
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Venerdì a Rimini ho avuto modo di provare quelle modificate, specie quella top di gamma, ma non è il mio sound (troppo bassose )
Beh... ci sono alcuni strumenti abbastanza espressivi della musica jazz che scendono parecchio e che possono risultare sacrificati da un'impostazione sonora timida sulle frequenze in questione... senza cedere a certo parossismo discotecaro...

Essendo sovraurali, con pads piuttosto duri e con effetto morsa non sono il max in termini di ergonomia ed ho avuto lo stesso riscontro da altri possessori del modello in questione.

Il problema dei bassi di quelle provate a Rimini, non era della loro profondità ma della loro esagerata presenza. Ho ascoltato solo pezzi che conosco molto bene
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Re: Grado Heritage GH2

il 23/9/2018, 14:10
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Essendo sovraurali, con pads piuttosto duri e con effetto morsa non sono il max in termini di ergonomia ed ho avuto lo stesso riscontro da altri possessori del modello in questione.
Dicono - riporto senza crismi di verità - che, con l'uso, tendono a cedere...
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Il problema dei bassi di quelle provate a Rimini, non era della loro profondità ma della loro esagerata presenza. Ho ascoltato solo pezzi che conosco molto bene
Non parlavo, ovviamente, del caso specifico né di casi biasimabili di myfi ... smile
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Biscottino
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Re: Grado Heritage GH2

il 7/10/2018, 15:09
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Non conosco l'Hugo 2 né le Grado GH2 (un'edizione limitata che non è dato sapere in cosa si differenzia da altri modelli, almeno sul sito) ma, tra i modelli delle Grado che ho sentito, quello che ho sentito più moderno è costituito dalle GS1000.
La generale impostazione conservatrice degli altri modelli è sempre stata abbastanza limitante e sonicamente caratterizzante sulla qualità delle frequenze basse con, fortunatamente, un medio-basso molto buono - presente ma con il giusto aplomb - che le rende abbastanza universali; di ottimo livello il medio ma all'americana ovvero con un'attenzione alla focalizzazione ed all'analisi in tale settore che riflette la restituzione della regina degli strumenti - la voce umana - nella declinazione nordamericana. Eccellente, invece, la restituzione delle gamme di frequenze che vanno dal medio-alto in su; sufficiente, però, la restituzione della scatola sonora, comunque critica per le cuffie e che ha bisogno dei giusti accorgimenti tecnici per uscire fuori: cosa non contemplata dalla conservatrice casa statunitense (occorre dire, peraltro, che ho avuto un buon feedback su tale parametro con registrazioni audiofile ma non si campa ascoltando solo incisioni di tale tipo).
Il problema delle Grado è la problematicità del pilotaggio: il risultato dell'accoppiamento con le amplificazioni ha dato luogo alla casitica più ampia della varietà nel giudizio sonoro nei confronti di queste cuffie, per quello che riguarda la mia esperienza ed opinione personale, ovviamente.
In cauda venenum - e ci mancherebbe, per chi mi conosce bene... - in altri forum ed in altri tempi, c'era una sorta di florilegio unito ad un'acritica adorazione (settarismo vintage o impotente parrucconeria ?) verso la Grado HP1, sorta di pietra filosofale cuffiofila per la quale era giustificato spendere una fortuna (grazie all'affarista spacciatore-recensore di turno), cifre stratosferiche che avrebbero consentito una notte favolosa con escort di lusso e con ben altri ritorni sensoriali (per quanto diversi da quelli uditivi).
E voglio risparmiarvi i ricordi traumatici delle cazzate audiofile che la mia mente conserva intorno agli accoppiamenti sabbatici, durante le lune piene degli equinozi degli anni bisestili, con amplificatori costruiti appositamente da comprovati guru-sacerdoti di tali riti direttamente provenienti da pratiche occulte. Per carità, non che la HP1 fosse malvagia; era un'ottima cuffia ma con i limiti della progettazione di quegli anni, figli delle limitate richieste dei supporti dedicati alla riproduzione musicale del tempo.
Ora, non appartenendo a nessuna categoria di guru e di sacerdoti audio né avendo - più prosaicamente e come quelli - interesse a vendere alcunché, ciò che bisogna aver cura di contemperare nell'accoppiamento tra Grado ed amplificatore è la sua personalità sonora, abbinata ad una sensibilità comunque elevata (pur se non da record) ed una bassa impedenza, con una buona capacità di gestire la potenza che gli si invia; a parer mio, e senza sopravvalutare troppo quest'ultimo aspetto, occorre lavorare più in qualità che in quantità, lasciando alla migliore restituzione del (medio)basso la discriminante nel trovare il giusto equilibrio.
Non ho esperienza d'ascolto delle Grado con le ultime fatiche di Alex ma il risultato degli accoppiamenti con gli amplificatori sino al VHF-N non sono positivi e, per i motivi suddetti, non ne conosco i motivi; tuttavia, per come denunciato sopra, sono cuffie che non mi interessano troppo, dal mio punto di vista. Sicuramente possono ancora vantare un valido utilizzo tipico tra chi apprezza alcuni aspetti dell'ascolto critico, unitamente ad un buon blasone coadiuvato da un intelligente marketing, che tende oltremodo a vantarlo; ma è passata molta acqua sotto i ponti dell'ascolto in cuffia e dei moderni parametri che questo deve soddisfare, e le Grado, altezzose - per quanto ancora piacenti - signore li ignorano (o fanno finta di ignorarli).
il sottoscritto vive ancora il suo presente e preferisce guardare avanti e magari concentrarsi su cose più giovani, almeno sin quando se la sente... wink shifty
Harry, il tuo messaggio mi ha fatto ridere, ma anche riflettere, anche se ci sono delle inesattezze, ma la sostanza non cambia.
Da ex possessore di Grado HP1, hp2, hp2 is e di molte altre Grado, attualmente solo 3, riconosco alla hp2 molte doti, ma anche qualche difetto.
La hp2 is non è altro che una hp2 ma revisionata dal fu Joseph, la mia aveva tanto di certificato che è trapassato con la cuffia all’’acquirente che gradi molto.
Cosa aveva di speciale?
Forse qualche driver più selezionato per garantire una perfetta matchabilità, e...null’altro, il resto come dici tu, è parrucconeria, volevo tanto usare questo termine, permettimi la citazione.
Sui driver, beh, sicuramente quel driver fatto apposta, e parliamo dell’Aufidio di Sivieri, era buono, ma se non ricordo male, quando Nik passo da quello al Goldmund, capì in pochi istanti che c’era una netta differenza tra i due driver e tutto a favore del Goldmund.
Ma tant’è, ancora oggi si parla di questo ampli come un assoluto riferimento, ma si sa , ciò che non si può provare e confrontare, diventa leggenda!
Così lo è stato per la hp2,ma non faccio fatica a dire che secondo me, non reggono il confronto con una LcdX, giusto per citare un modello!
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Re: Grado Heritage GH2

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