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il 17/9/2020, 19:27
Eccellente disamina, grazie, ho letto con interesse e trasporto le tue impressioni.
Sul TDA1541, avendo un cdp sony (vecchia serie pro) concordo sul suono similmente analogico, non proverbialmente digitalizzato, piuttosto piacevole all'ascolto.
Mi piace il fatto che l'esperienza porta ad ascoltare con maggiore interesse verso le sensazioni che un particolare oggetto restituisce, sonicamente parlando. L'età ci fa assaporare il gusto nell'ascoltare, con orecchio diverso, le dinamica di un corcerto o di un assolo, e questo un po' ci svincola dal sistema, una volta individuato cosa puo' andare bene, magari migliorando qualcosa.
La Deva, a questo punto è una gran compagna di ascolti, rivelatrice di quei dettagli che magari diversamente sfuggono all'ascolto anche più attento. Il low-fi di cui accenni, probabilmente è subito rivelato, diciamo non fa la paciona, ma cerca di restituire il più possibile quello che è l'incisione.
Troppe cuffie appiattiscono le diverse qualità di incisione, e queste sono per una amplia clientela. Qualora qualche cuffia, sembra scimmiottare con qualche incisione, allora, comprendendone l'origine, è forse quella che più di qualche altra, restituisca meglio i micro-dettagli, pur sempre incisi, talvolta non ben riprodotti.
Al prossimo episodio, e per ora buoni ascolti,  fishing  rimango sintonizzato.
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il 17/9/2020, 21:15
Carlo&Co ha scritto:Eccellente disamina, grazie, ho letto con interesse e trasporto le tue impressioni.
Sul TDA1541, avendo un cdp sony (vecchia serie pro) concordo sul suono similmente analogico, non proverbialmente digitalizzato, piuttosto piacevole all'ascolto.
Mi piace il fatto che l'esperienza porta ad ascoltare con maggiore interesse verso le sensazioni che un particolare oggetto restituisce, sonicamente parlando. L'età ci fa assaporare il gusto nell'ascoltare, con orecchio diverso, le dinamica di un concerto o di un assolo, e questo un po' ci svincola dal sistema, una volta individuato cosa puo' andare bene, magari migliorando qualcosa.

Ormai certi suoni, o perché i nuovi audiofili non li conoscono o perché anche i vecchi li hanno vissuti banalmente, sono caduti nell'oblio; peggio, si è persa la dimensione culturale della musica, che investe anche gli strumenti che sono deputati a riprodurla.
Strumenti che vengono fraintesi in nome del possesso e dell'esclusività, facendone oggetto di status al fine di far acquisire una patente da esperti a volgari briatore dell'hi-fi: è la società a produrre questi mostri ma ciò non mi solleva affatto...
Ovviamente, condivido il senso di quanto affermato da te: l'esperienza - quando (ben) organizzata - fa crescere e dota di categorie sempre più evolute nelle personali costruzioni sensoriali, interagendo con quelle intellettuali. E ognuno, in questa personale ricerca, cerca riferimenti che l'accompagnino lungo questo percorso evolutivo.

Carlo&Co ha scritto:
La Deva, a questo punto è una gran compagna di ascolti, rivelatrice di quei dettagli che magari diversamente sfuggono all'ascolto anche più attento. Il low-fi di cui accenni, probabilmente è subito rivelato, diciamo non fa la paciona, ma cerca di restituire il più possibile quello che è l'incisione.
Troppe cuffie appiattiscono le diverse qualità di incisione, e queste sono per una amplia clientela. Qualora qualche cuffia, sembra scimmiottare con qualche incisione, allora, comprendendone l'origine, è forse quella che più di qualche altra, restituisca meglio i micro-dettagli, pur sempre incisi, talvolta non ben riprodotti.
Al prossimo episodio, e per ora buoni ascolti,  fishing  rimango sintonizzato.

Cercherò di emarginare al meglio le mie impressioni conclusive, almeno limitatamente al poco tempo avuto a disposizione per sentirla... smile

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il 18/9/2020, 16:43
Riassumendone - provvisoriamente - i caratteri essenziali, la Deva rappresenta più di un entry level nella produzione della HIFIMAN, una delle più attendibili - nonostante qualche perplessità in ordine all'esplosione della sua gamma di prodotti - produttrici di cuffie magnetoplanari.
Nonostante l'ascolto abbia avuto luogo - per circostanze fortuite - con l'inserimento in un contesto - Musical Fidelity Digilog e Garden Labs AF-N - che avrebbe potuto condurre ad un rafforzamento di alcune sue caratteristiche, ha dimostrato una neutralità mai fine a sé stessa e che va oltre la sua classe d'appartenenza.
Data la grande omogeneità della sua resa timbrica e l'assenza di aberrazioni (anche minori), la Deva, per un verso, sembra dedicata ad ascolti mobili, vista l'estrema indulgenza che riserva a incisioni da fruire in ambiente domestico tutt'altro che esemplari (e estendendo, per astrazione a sorgenti mobili, normalmente asfittiche e sparagnine, tale attributo); dall'altro, è senz'altro votata ad un utilizzo intensivo in ambiente domestico, vista la naturalezza e l'assenza di fatica d'ascolto che caratterizza la sua performance.
Gli ascolti successivi saranno tesi a verificare se questa caratteristica si qualifichi per l'assenza di un suo contributo all'economia complessiva del risultato d'ascolto, scomparendo dietro il suono dell'impianto; ovvero se la caratteristica in questione sia frutto di un comportamento edulcorante o, comunque, additivo. Una valutazione dirimente, in ordine al valore aggiunto che la cuffia avrebbe da un punto di vista meramente musicale, apprezzandone in ogni caso la realizzazione tecnica.
Facendo un confronto a memoria con un'altra centrata realizzazione della casa statunitense, la Sundara, mentre quest'ultima - pur con un'apprezzabile musicalità - non perde mai una notevole precisione e focalizzazione nella sua resa sonora, sacrificando un po' lo spazio dell'evento sonoro, la Deva non prescinde mai da una visione d'insieme dell'evento musicale tout court, trascurando un po' il dettaglio delle parti del tutto. Due cuffie, insomma, complementari e in grado di soddisfare a prezzi umani (nonostante, però, la Sundara sia sensibilmente più cara rispetto alla Deva senza modulo BT) un'ampia fascia di utenti in ordine alle loro inclinazioni; il tutto nel riscontro di un familiy sound improntato alla grande pulizia sonora e all'assenza di distorsioni.
Beh, pur rimanendo ancora diversi confronti da fare, possiamo dire che i poveri cuffiofili possono dormire sonni abbastanza tranquilli, concentrandosi sull'acquisto di altri componenti o limitandosi a spendere per gli amati supporti musicali, quali che siano: è lo spirito che conta!
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il 20/9/2020, 08:58
Parrebbe, ma forse sbaglio, che una cuffia come la Deva, inserita in una catena con TDA1541, restituisca una musicalità completa, forse più realistica di quella fornita da altre concorrenti maggiormente capaci di analisi del dettaglio, che pare renda l'ascolto più "umano", più votato all'insieme che non alla singola sonorità... Interessante...
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il 20/9/2020, 11:26
@Edmond ha scritto:Parrebbe, ma forse sbaglio, che una cuffia come la Deva, inserita in una catena con TDA1541, restituisca una musicalità completa, forse più realistica di quella fornita da altre concorrenti maggiormente capaci di analisi del dettaglio, che pare renda l'ascolto più "umano", più votato all'insieme che non alla singola sonorità... Interessante...
Te lo confermo con certezza... rilanciando!
Proprio ieri sera, un amico da poco entrato nel mondo dell'ascolto in cuffia, e che - seguendo e trovandosi con le mie indicazioni - ha una AKG K501, una Sennheiser HD580 e - recente acquisto - una Beyerdynamic DT880, ha voluto - visto il mio entusiasmo - provare la Deva con il suo DAC/amplicuffia (RME ADI-2) e con musica cd. liquida (sorgente un Apple MiniMac).
Il risultato è stato - rispetto all'ascolto da me effettuato sull'impianto descritto - deludente: suono esile, aggravato da una prospettiva stereofonica svuotata, e sbilanciato su un deleterio dettaglio sul medio-alto.
Sicuramente non mi aspettavo che il risultato potesse essere paragonabile a quello ottenuto sul mio impianto ma neanche così scadente.
Questo, a primo acchito, vuol dire che la Deva restituisce quello che gli si da' e che, piaccia o meno il suono del TDA1541, è assai sensibile alla catena e, dal punto di vista dell'ascolto domestico, ha sicuramente una personalità assai poco additiva. Ne consegue, allo stato, che le caratteristiche - con i (molti) pro e i (pochi) contro - del suono restituito durante l'ascolto sul mio impianto, come sopra descritto, siano in gran parte frutto della catena a monte. 
Ciò, per il momento, rende la Deva un autentico best-buy, candidandola a rappresentante di un family sound - quello dell'HIFIMAN - molto apprezzato e di rango non negativamente subordinato rispetto ai modelli superiori del brand statunitense.
Una bella notizia per i poveri cuffiofili!
Il suo ascolto continuerà, con approfondimenti di giudizio...
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il 20/9/2020, 15:37
Se posso chiedere, un dettaglio, l'ascolto della deva sul RME ADI-2 è stato fatto con uscita phones (6,3) o iem (3,5) ?
Forse è inutile la domanda, ma non tanto peregrina da giustificare un flop come quello che avete sentito.
il DAC AKM's AK4493ha un suono abbastanza simile all'analogico, per dirla non ha l'enfasi digitale di tanti chip DAC odierni.
Sarebbe sa ripetere, con uscita rca collegata al AF-N.

Se fosse possibile ripetere l'ascolto, sarebbe utile capire come la Deva mostri i muscoli, ovvero con quale amplificatore.

La linea a monte, "liquida" sono file da leggere e successivamente convertire, e quel DAC non è da sottovalutare, anzi.
Forse l'uscita 3,5 iem, ha assai meno potenza della 6,3mm, essendo dedicata alle iem.


iem:
Max power, 8 Ohm, 0.001% THD: 40 mW per channel


phones:

THD @ +18 dBu, 32 ohm load, 1.2 watts: -120 dB, 0.0001 %
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il 20/9/2020, 16:46
La musicalità del 1541 dipende fortemente, come per gli altri DAC, anche dalla qualità degli stadi finali. Credi che la resa sonica restituita dal tuo dac sia generalizzabile a tutti i DAC col medesimo chip?
Grazie.
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il 20/9/2020, 16:49
Hai modo di ascoltarla con l'H-DAC?
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il 20/9/2020, 17:32
Carlo&Co ha scritto:Se posso chiedere, un dettaglio, l'ascolto della deva sul RME ADI-2 è stato fatto con uscita phones (6,3) o iem (3,5) ?

E' stato fatto con l'uscita phones...

Carlo&Co ha scritto:
il DAC AKM's AK4493ha un suono abbastanza simile all'analogico, per dirla non ha l'enfasi digitale di tanti chip DAC odierni.

Ne sono consapevole: va abbastanza bene...

Carlo&Co ha scritto:
Sarebbe da ripetere, con uscita rca collegata al AF-N.

E' qualcosa che ci siamo ripromessi di fare...
E' il caso anche di sottolineare come l'RME ADI-2 piloti in modo soddisfacente le cuffie dinamiche suddette; rimane da stabilire se, nella defaillance con la Deva, la sezione amplificatrice dell'RME ADI-2 accusi un problema di qualità e/o quantità.
Per farlo occorrerà una verifica sul campo...

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il 20/9/2020, 18:02
@Edmond ha scritto:La musicalità del 1541 dipende fortemente, come per gli altri DAC, anche dalla qualità degli stadi finali. 

Cioè?
Spiegati meglio...

@Edmond ha scritto:
Credi che la resa sonica restituita dal tuo dac sia generalizzabile a tutti i DAC col medesimo chip?

Beh, il Digilog è un DAC abbastanza caratterizzato, anche rispetto agli altri con il TDA1541...
L'intenzione di Michaelson, fondatore della Musical Fidelity (al cui vertice del controllo di qualità c'era il suo... gatto!), era quella di attribuirgli una sonorità assimilabile ad un componente con circuitazione valvolare e la sua circuitazione è largamente mutuata dai preamplificatori che rafforzarono il successo della casa inglese (robusto trasformatore compreso), resa famosa dall'A1.
Sicuramente il TDA1541 ha una sua impronta sonora; quanto il Digilog conquisti una sua autonomia, pur nel far capo - la sua sezione di conversione - a questo storico convertitore, occorrerebbe verificarlo sul campo. Sicuramente il suo approccio musicale è più raffinato rispetto a un altro DAC caratterizzato da un'implementazione tipica del TDA1541; ma si tratta di sfumature per le quali occorre trovare un contesto in grado di manifestarle...

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il 20/9/2020, 18:04
@Edmond ha scritto:Hai modo di ascoltarla con l'H-DAC?

No... smile

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il 20/9/2020, 18:08
Mi spiego: la musicalità di un DAC dipende certo dal chip ma, anche e soprattutto, dagli stadi di uscita, o dalla conversione D/A, se preferisci... io credo che ciò che ti piace dipenda soprattutto dal MF più che dal 1541... per questo chiedo se riuscirai a provare l'H-DAC...
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il 20/9/2020, 18:11
Ad oggi potrebbe essere solo una fortunata coincidenza che la Deva suoni così come ti piace nel tuo impianto, piuttosto che essere una cuffia universale...
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il 20/9/2020, 20:12
@Edmond ha scritto:Mi spiego: la musicalità di un DAC dipende certo dal chip ma, anche e soprattutto, dagli stadi di uscita, o dalla conversione D/A, se preferisci... io credo che ciò che ti piace dipenda soprattutto dal MF più che dal 1541... per questo chiedo se riuscirai a provare l'H-DAC...
Ah, ora ho capito...
Parlavi dell'uscita analogica...
Diciamo che, allo stato, e sulla base di esperienze specifiche, ritengo che in un DAC il dominio digitale influenzi maggiormente la sua resa musicale di ciò che sta a valle.
Meglio, la scelta di ciò  che sta a valle della sezione digitale è normalmente subordinata alle scelte effettuate in quest'ultimo dominio e, spesso, ciò viene reso evidente dall'impiego - apparentemente banale - di circuiti - più o meno - prestabiliti e basati su operazionali - più o meno - performanti. E succede che da queste implementazioni derivino DAC la cui resa è pure di buon livello.
Nell'H-DAC+ (che attendo di sentire con curiosità), tutto sommato, avviene questo, usando degli operazionali - pur se a discreti - e adottando delle soluzioni che si riflettono sulla resa musicale tramite scelte - però non convenzionali - sul dominio digitale.
Ciò è molto interessante perché ha reso possibile l'impiego di uno storico componente digitale in un moderno e versatile convertitore.
Più che ritenere definitivo il suono che esce dal Digilog...  prendo atto che sia gradevole e si possa ben abbinare ad altri componenti!
Sarà interessante scoprire in base a quale logica... smile

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il 20/9/2020, 21:08
Sai che non sono così convinto? Ho avuto alcuni apparecchi con lo stesso chip, ma con sonorità piuttosto diverse fra loro, tanto da farmi ritenere che anche gli stadi analogici ben fatti contribuisco in modo importante al suono finale... ma vedremo...
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il 20/9/2020, 21:20
Intendo dire: CDP Marantz/Philips, Nakamichi, Teac, Revox, per citarne alcuni col medesimo chip, suonano in maniera diversa ed abbastanza riconoscibile...
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il 20/9/2020, 21:43
@Edmond ha scritto:Ad oggi potrebbe essere solo una fortunata coincidenza che la Deva suoni così come ti piace nel tuo impianto, piuttosto che essere una cuffia universale...
Non è che suoni come piace a me... è che suona così!
Poi, per diversi motivi, è un suono che mi piace...
Ah... a ben vedere, date le infinite combinazioni possibili, rischia sempre di essere una fortuita coincidenza avere, da un determinato impianto, un suono apprezzabile; come, da un punto di vista semantico, il concetto di universalità risulti privo di significato ovvero sia parziale: una contraddizione in termini.
D'altronde, esistono le cuffie universali?
Ritengo di no, ove si faccia riferimento ad un concetto diretto; forse trovando un riferimento indiretto... ma quale?
Possiamo solo fare supposizioni e verifiche, che poi è il motivo dell'esistenza dei Forum di appassionati...

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il 20/9/2020, 21:49
@Edmond ha scritto:Intendo dire: CDP Marantz/Philips, Nakamichi, Teac, Revox, per citarne alcuni col medesimo chip, suonano in maniera diversa ed abbastanza riconoscibile...
Suonano in maniera diversa però hanno una base comune, non solo tecnica ma anche all'ascolto...

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il 20/9/2020, 22:04
Certo, sono simili, ma diversi... guarda che in cuffia basta poco per cambiare le cose. Ti auguro di no, ovviamente!
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il 20/9/2020, 23:29
Sorgente a parte, ora - per quello che mi riguarda - ho una certezza nell'amplificare le cuffie, l'AF-N: un riferimento stabile... smile

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il 20/10/2020, 00:46
Carlo&Co ha scritto:Se posso chiedere, un dettaglio, l'ascolto della deva sul RME ADI-2 è stato fatto con uscita phones (6,3) o iem (3,5) ?
Forse è inutile la domanda, ma non tanto peregrina da giustificare un flop come quello che avete sentito.
il DAC AKM's AK4493ha un suono abbastanza simile all'analogico, per dirla non ha l'enfasi digitale di tanti chip DAC odierni.
Sarebbe sa ripetere, con uscita rca collegata al AF-N.
Se fosse possibile ripetere l'ascolto, sarebbe utile capire come la Deva mostri i muscoli, ovvero con quale amplificatore.

Collegato stasera il vecchio ma immarcescibile VHF-1

Cronache di poveri cuffiofili: HIFIMAN DEVA - Pagina 2 P_202040

all'ADI-2, il risultato d'ascolto è migliorato decisamente.
 
Cronache di poveri cuffiofili: HIFIMAN DEVA - Pagina 2 P_202041

Cogliendo la possibilità di un confronto in famiglia tra Deva e 400i 20/20, devo registrare che, a fronte di un ascolto centrato sul medio (un buon medio...) di quest'ultima, la Deva recupera una più convincente prospettiva ed una maggior estensione agli estremi gamma.
Tuttavia il Dac RME non è che mi convinca molto, dal punto di vista dell'attendibilità sonica. Nonostante non sia male, permane quella tendenza digitale nefasta al rimpicciolimento sonoro, spesso spacciata per altro, oltre  ad una chiarezza timbrica qualche volta innaturale.
La 400i, vantando un fondo appena scuro che rende il suono con maggior contrasto ed apparente dettaglio, risente meno di questo carattere del Dac.
Non che la Deva risulti acida ma la sua maggior capacità risolutiva rende il suono complessivo tendente al chiaro, per quanto amabile.
Sembra che la Deva sia davvero trasparente e rivelatrice del resto della catena, cosa che avevo già notato...

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il 22/10/2020, 14:50
Rispetto ad altre cuffie entry level come la trovi? Intendo HD5**/HD6** e Beyer DT-880.

E riguardo al riverbero fastidioso del quale hai parlato, ti sei fatto un'idea delle cause? Catena o cuffia?
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il 22/10/2020, 17:30
@UpTo11 ha scritto:Rispetto ad altre cuffie entry level come la trovi? Intendo HD5**/HD6** e Beyer DT-880.

Beh, sono tutte cuffie - Deva compresa - che hanno un suono particolare e non confrontabile, a parer mio...
In un certo senso, le Sennheiser citate hanno una cosa in comune con la Deva ovvero la tendenza a proporre un impasto timbrico, non sono cioè cuffie monitor, al contrario della DT-880 (che, peraltro, prende il meglio di tale carattere.

@UpTo11 ha scritto:
E riguardo al riverbero fastidioso del quale hai parlato, ti sei fatto un'idea delle cause? Catena o cuffia?

Dirò qualcosa di definitivo (qualche supposizione l'ho pure fatta...) al cambio del DAC: il Musical Fidelity Digilog è lontano dagli stereotipi digitali che vanno per la maggiore.
Sicuramente la Deva è sensibile alla catena usata e pertanto risente dei suoi compagni d'impianto; dall'ascolto della 400i e della Sundara mi sento di poter dire che il suo suono è più vicino alla trasparenza dei modelli superiori rispetto a quest'ultimi, che possiedono una maggior personalità.
Mi ha favorevolmente impressionato la 400i che - pur risultando un gradino sotto la Sundara - ha messo in mostra un suono davvero apprezzabile, con una gamma media a tutto tondo ed una notevole musicalità complessiva per un prezzo assai invitante.

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