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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 25/3/2018, 20:03
P.s.

Per semplificare:

Se un amplificatore ha una banda piatta da 5Hz 100 watt RMS continui su 8 ohm, quasi il raddoppio su 4 ohm, ma sembrano mancare le basse, forse è ora di cambiare diffusori.

Se un amplificatore eroga un generoso quantitativo di watt in classe AB (ad esempio 140 watt su 8 ohm come il Dartzeel 108), ma "sembrano ancora pochini" con i nostri diffusori a due vie da scaffale con conino da 15 cm appoggiate sugli stand appositi per farle sembrare da pavimento, forse è ora di cambiare diffusori.

Se abbiamo un amplificatore che pesa cinquanta chili e che eroga un botto di corrente, ma abbiamo dei filtri crossover nei diffusori che pesano più dell'amplificatore e che hanno moduli d'impedenza vicini al cortocircuito, forse è tempo di cambiare diffusori... grande sorriso

Quando mio padre (classe 1958) era appassionato di hifi (versante costoso anni 70/80), le casse al di sotto degli 8 ohm erano viste con sospetto, mentre al di sotto dei 4, una stranezza della natura. Poi si cominciò con "i Krell" e Wilson...

La verità forse è che oggi, a causa del bisogno di "correre dietro" alle esigenze (improprie) dei pastrocchi partoriti dai brand hi-end di diffusori, dobbiamo costruire delle stazioni di saldatura anziché degli amplificatori audio.

Il problema forse non è Deletraz, ma le follie deliranti dei costruttori di diffusori acustici.

Deletraz ha comunque una colpa:

aver progettato un semplice amplificatore audio e non una saldatrice.
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 25/3/2018, 20:46
Non c'è niente di più "my-fi" e di meno oggettivo dell'hi-end di oggi.

La maggior parte dei diffusori attuali sono tecnicamente trasparenti quanto le coltri di nebbia nelle campagne del mantovano in pieno autunno.

Si spera sia solo un momento di passaggio... prima o poi le persone rivorranno ascoltare musica.

Il rilancio del vinile ne è un chiaro sintomo...
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bandAlex
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 12:14
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Non c'è niente di più "my-fi" e di meno oggettivo dell'hi-end di oggi. La maggior parte dei diffusori attuali sono tecnicamente trasparenti quanto le coltri di nebbia nelle campagne del mantovano in pieno autunno. Si spera sia solo un momento di passaggio... prima o poi le persone rivorranno ascoltare musica. Il rilancio del vinile ne è un chiaro sintomo...

E' vero che la speranza è l'ultima a morire, ma questo momento di passaggio dura ormai da un bel po', e le cose non è che stiano migliorando. Però, aprendo una parentesi personale che spero mi perdonerete, la visione pessimistica di un settore che ormai sopravvive solo nella nostra testa è, per l'appunto, solo una visione. L'hi-fi semplicemente non esiste più per nessuno, tranne che per uno sparuto gruppo di persone sparse per il pianeta. E io mi sono stancato di essere visto come un nostalgico del nulla. La gente comune (ovvero la maggioranza di chi ci frequenta) non comprende quello che facciamo, non capisce perchè spendiamo dei soldi e soprattutto non riconosce il nostro hobby come tale, perchè quest'ultimo è diventato insostenibile. Quando un semplice cavetto audio può arrivare a costare migliaia di euro senza alcuna motivazione precisa, che non sia quella legata a chissà quali miracolosi risultati aleatori, legati all'umore e al rimbambimento di chi ascolta, non può esserci accettazione per chi ha semplice buon senso.

Gli esperti di hi-end che scrivono sui social provano ad accostare l'hi-end al mercato di lusso, ma si dimenticano di dire che il mercato di lusso ha delle regole ben precise, e soprattutto dei valori che sono rispettati e riconosciuti da tutti. Se compro una Ferrari, o un Cartier, questi sono riconosciuti da tutti e il prezzo può essere persino giustificato. Provate ad andare in giro con un cavo per altoparlanti da duemila euro, e vedrete quanto è riconosciuto il lusso dell'hi-end: zero assoluto, al massimo vi ridono in faccia. Se poi riuscite a rivenderlo ad una cifra che è una frazione di quanto avete pagato, potete considerarvi fortunati: il mercato da sotto-bosco che noi audiomani alimentiamo è l'essenza stessa di un settore che non esiste, se non nelle menti malate che lo mantengono in vita.

E poi il dramma è che l'idiozia (che è contagiosa) ha contaminato anche quei mercati che hanno nella razionalità (e nel prezzo) il loro punto forte. Le grandi catene, e persino Amazon hanno ceduto di fronte ai facili guadagni che la cosiddetta hi-end può generare. E così ora ci ritroviamo una marea di cavi "hi-end" anche nel settore video (che finora era rimasto al di fuori di queste bestialità) con i prezzi che sono quintuplicati rispetto a prima. Per avere un cavo HDMI decente ora si devono spendere almeno 15 euro, e il fatto che sia fatto bene non è determinato dal prezzo abnorme, o da chissà quali materiali utilizzati, ma solo da specifiche tecniche ben precise dettate dallo standard HDMI. E anche nel settore video sono comparsi cavi con le ricoperture più strane, tessuti colorati (che non erano più usati dagli anni '60) e persino trasparenti per mettere in bella mostra la calza di rame sottostante.

L'esperienza personale con un semplice cavetto SP-DIF è stata drammatica, perchè mi ha fatto capire quanto sia grave la situazione. Pagato ben 12 euro, 1 metro di cavetto schermato, la cui apparenza era eccellente e invece mi ha fatto tribolare non poco. Anche perchè mi serviva per i test con il mio dac, e chi andava a immaginare che fosse il cavetto! Per farla breve, la calza schermante di tale cavo fa contatto con il connettore tramite una semplice vitina, che ovviamente si allenta, e non può garantire la necessaria robustezza. Però è tutto dorato e, cavolo, l'aspetto è di quelli che piacciono tanto agli audiomani!

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E stavolta ci sono cascato pure io, mi sono detto. Non accadrà più ovviamente, ma resta il fatto che persone in grado di intendere e di volere arrivano a spendere ben di più di 12 euro per un misero cavo, per colpa di un mercato drogato e di persone che, invece, non vogliono intendere affatto. Per cui mi sento un po' in colpa, per il semplice fatto di appartenere ad una cerchia di persone malate, che hanno trasformato un settore in un circo assurdo, del quale non si vede la fine.

Chiusa la mia parentesi personale. Andate in pace.
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 13:06
Santo subito!    pope
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 13:40
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Santo subito!    pope


Parole sante...  grande sorriso


Dobbiamo però tenere in considerazione della presenza oggettiva di un nutrito numero di marchi spudoratamente costosi che vendono senza difficoltà diffusori da 150 mila euro.

Credo che il problema dell'audio di qualità sia non molto dissimile dalla situazione economica europea: la classe media si sta estinguendo, a favore di un divario sociale sempre crescente nel quale da una parte abbiamo molti più poveri e/o impoveriti e dall'altra una nicchia di pochissimi ricchi nelle cui mani si accentra la ricchezza.


Nello stesso modo, il bacino dell'audio di qualità si è prosciugato: o si ascolta dal cellulare, dalle orride casse di plastica del pc, o si spendono fior di quattrini che, tuttavia, solo in pochi sono disposti a spendere.


A questo punto l'idea di un "hifi di casa", esce automaticamente dalla finestra.


La musica è un valore universale, tutti noterebbero il beneficio d'avere un buon impianto hifi in casa, ma purtroppo, prima che un impianto possa sortire quest'effetto (cioè risultare piacevole, divertente o persino irrinunciabile...) il prezzo supererà qualsiasi cifra che una persona di "buon senso" è disposta a spendere.


Mi spiace doverlo dire, ma diffusori che suonino bene sotto qualche decina di migliaia di euro, è ormai difficile trovarli... e anche quelli costosi hanno le "loro tare", visto che non sono stati ancora fissati in audio degli standard... inoltre al salire del prezzo, le forme dei prodotti iniziano ad essere sempre più "eccentriche", voluminose e di difficile inserimento.


Quello che è venuto a mancare è l'equilibrio tra le parti.


Ormai si crede e si dà per inevitabile che un impianto hifi d'alto livello debba essere per forza enorme, stra-potente, pesante, complesso e, naturalmente, costoso.


L'idea stessa di dover biamplificare un piccolo/medio diffusore con due amplificatori da centinaia di watt, è il tipico pattern psicologico disfunzionale a cui vanno incontro i costruttori di "hifi" e i relativi clienti di oggi.


Mi spiace doverlo dire, ma da giovane autocostruttore che da sempre lo fà per passione (potrei andare domani a Vigevano e fare della gran spesa...), buona parte delle mie ragazze sono sempre state sedotte dai miei impianti e impiantini vari.


Il problema non è che la passione per la musica ben riprodotta sia una cosa da "nerd", ma che chi si occupa di audio ha perso completamente il lume della ragione ed è sordo.


"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune". Manzoni
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 18:22
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Si può e si deve fare tutto cio che è giusto fare per affermare la propria libertà di fare.

Allo stesso tempo credo che potrebbe essere opportuno considerare (per fare un parallelismo un pò "didascalico-allegorico" per chiarire il mio pensiero) che il mondo è da decenni ricco d'imprenditori che cercano, ad esempio, di migliorare lo Steinway D275 da concerto, così come la Fender Stratocaster.

Alcuni di loro ne sono così convinti d'essere stati in grado di farne un grande business, convincendo pienamente sé stessi e i loro clienti del risultato superiore ottenuto.

E per molti versi è vero: sono superiori, sono migliorati...

Tuttavia, osservando il fenomeno più a fondo, ci si accorge successivamente che sono gli "amatori" (che non ne hanno fatto una professione), i "clienti" (che si sono fatti spennare), le "star minori" (che sono incentivate) che plaudono a queste "versioni migliorate", mentre i grandi artisti (cioè chi ha una rilevanza mondiale), rimane stranamente ancorato ai "vecchi strumenti pieni di difetti e di sviste di progettazione" (e non per questioni di "sponsor" o per pura caparbietà, ma per esigenze professionali...).

Dal momento che dobbiamo giudicare un risultato sonoro con le lenti molto soggettive dei diffusori in nostro possesso, della notoriamente breve memoria uditiva, di confronti abbastanza avventurosi con il "saldatore in mano", è mio personale parere che forse sarebbe stato utile (anche per le successive più radicali modifiche) approfondire di più le differenze tra la versione SE e quella a due coppie di finali, invece di concludere un pò sbrigativamente che: "Bon, suona meglio, passiamo ad altro".

Questo al solo fine di scongiurare l'oggettivo pericolo di "squilibrare" in qualche modo un progetto che è stato pensato e realizzato durante un lungo arco di anni di lavoro, di prove, di ripensamenti che non erano certo mossi solo da questioni di puro business...

Quando un prodotto passa dal costo di 8 mila Euro a un listino (scandaloso) di 32 mila, senza che, in fondo, nessuno gridi allo scandalo, ma che, anzi, venga in qualche modo "accettato" o "giustificato" per qualità non puramente materiali, tangibili, visibili o progettuali, così come dobbiamo essere in grado di cogliere le politiche e il lato oscuro e prosaico del commercio, allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare che, a volte, dietro una "cifra" ci può essere anche l'attestazione di qualche "merito"...

non ti seguo , cosa intendi ?
che tutto è stato fatto alla carlona ?
hai sentito il 108 ?
con quali casse ?
io con le Sophia !
Casse inappropriate per il 108 ?
Scherziamo ? nel 2018 , un finale che eroga oltre 100 watt !
xchè nel 408 sono aumnetate le coppie di finali ?
Pensiamo che i vari marchi abbiano alle spalle studi progettuali alla NASA ?
Il circuito è molto - pensato - , tanto , come tanto poco versatile è , ed a oltre 30 mila € di listino non esiste
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 18:24
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:P.s.

Per semplificare:

Se un amplificatore ha una banda piatta da 5Hz 100 watt RMS continui su 8 ohm, quasi il raddoppio su 4 ohm, ma sembrano mancare le basse, forse è ora di cambiare diffusori.

Se un amplificatore eroga un generoso quantitativo di watt in classe AB (ad esempio 140 watt su 8 ohm come il Dartzeel 108), ma "sembrano ancora pochini" con i nostri diffusori a due vie da scaffale con conino da 15 cm appoggiate sugli stand appositi per farle sembrare da pavimento, forse è ora di cambiare diffusori.

Se abbiamo un amplificatore che pesa cinquanta chili e che eroga un botto di corrente, ma abbiamo dei filtri crossover nei diffusori che pesano più dell'amplificatore e che hanno moduli d'impedenza vicini al cortocircuito, forse è tempo di cambiare diffusori... grande sorriso

Quando mio padre (classe 1958) era appassionato di hifi (versante costoso anni 70/80), le casse al di sotto degli 8 ohm erano viste con sospetto, mentre al di sotto dei 4, una stranezza della natura. Poi si cominciò con "i Krell" e Wilson...

La verità forse è che oggi, a causa del bisogno di "correre dietro" alle esigenze (improprie) dei pastrocchi partoriti dai brand hi-end di diffusori, dobbiamo costruire delle stazioni di saldatura anziché degli amplificatori audio.

Il problema forse non è Deletraz, ma le follie deliranti dei costruttori di diffusori acustici.

Deletraz ha comunque una colpa:

aver progettato un semplice amplificatore audio e non una saldatrice.

ritieni le Sophia una sòla ?
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 18:25
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Non c'è niente di più "my-fi" e di meno oggettivo dell'hi-end di oggi.

La maggior parte dei diffusori attuali sono tecnicamente trasparenti quanto le coltri di nebbia nelle campagne del mantovano in pieno autunno.

Si spera sia solo un momento di passaggio... prima o poi le persone rivorranno ascoltare musica.

Il rilancio del vinile ne è un chiaro sintomo...
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 18:27
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Non c'è niente di più "my-fi" e di meno oggettivo dell'hi-end di oggi. La maggior parte dei diffusori attuali sono tecnicamente trasparenti quanto le coltri di nebbia nelle campagne del mantovano in pieno autunno. Si spera sia solo un momento di passaggio... prima o poi le persone rivorranno ascoltare musica. Il rilancio del vinile ne è un chiaro sintomo...

E' vero che la speranza è l'ultima a morire, ma questo momento di passaggio dura ormai da un bel po', e le cose non è che stiano migliorando. Però, aprendo una parentesi personale che spero mi perdonerete, la visione pessimistica di un settore che ormai sopravvive solo nella nostra testa è, per l'appunto, solo una visione. L'hi-fi semplicemente non esiste più per nessuno, tranne che per uno sparuto gruppo di persone sparse per il pianeta. E io mi sono stancato di essere visto come un nostalgico del nulla. La gente comune (ovvero la maggioranza di chi ci frequenta) non comprende quello che facciamo, non capisce perchè spendiamo dei soldi e soprattutto non riconosce il nostro hobby come tale, perchè quest'ultimo è diventato insostenibile. Quando un semplice cavetto audio può arrivare a costare migliaia di euro senza alcuna motivazione precisa, che non sia quella legata a chissà quali miracolosi risultati aleatori, legati all'umore e al rimbambimento di chi ascolta, non può esserci accettazione per chi ha semplice buon senso.

Gli esperti di hi-end che scrivono sui social provano ad accostare l'hi-end al mercato di lusso, ma si dimenticano di dire che il mercato di lusso ha delle regole ben precise, e soprattutto dei valori che sono rispettati e riconosciuti da tutti. Se compro una Ferrari, o un Cartier, questi sono riconosciuti da tutti e il prezzo può essere persino giustificato. Provate ad andare in giro con un cavo per altoparlanti da duemila euro, e vedrete quanto è riconosciuto il lusso dell'hi-end: zero assoluto, al massimo vi ridono in faccia. Se poi riuscite a rivenderlo ad una cifra che è una frazione di quanto avete pagato, potete considerarvi fortunati: il mercato da sotto-bosco che noi audiomani alimentiamo è l'essenza stessa di un settore che non esiste, se non nelle menti malate che lo mantengono in vita.

E poi il dramma è che l'idiozia (che è contagiosa) ha contaminato anche quei mercati che hanno nella razionalità (e nel prezzo) il loro punto forte. Le grandi catene, e persino Amazon hanno ceduto di fronte ai facili guadagni che la cosiddetta hi-end può generare. E così ora ci ritroviamo una marea di cavi "hi-end" anche nel settore video (che finora era rimasto al di fuori di queste bestialità) con i prezzi che sono quintuplicati rispetto a prima. Per avere un cavo HDMI decente ora si devono spendere almeno 15 euro, e il fatto che sia fatto bene non è determinato dal prezzo abnorme, o da chissà quali materiali utilizzati, ma solo da specifiche tecniche ben precise dettate dallo standard HDMI. E anche nel settore video sono comparsi cavi con le ricoperture più strane, tessuti colorati (che non erano più usati dagli anni '60) e persino trasparenti per mettere in bella mostra la calza di rame sottostante.

L'esperienza personale con un semplice cavetto SP-DIF è stata drammatica, perchè mi ha fatto capire quanto sia grave la situazione. Pagato ben 12 euro, 1 metro di cavetto schermato, la cui apparenza era eccellente e invece mi ha fatto tribolare non poco. Anche perchè mi serviva per i test con il mio dac, e chi andava a immaginare che fosse il cavetto! Per farla breve, la calza schermante di tale cavo fa contatto con il connettore tramite una semplice vitina, che ovviamente si allenta, e non può garantire la necessaria robustezza. Però è tutto dorato e, cavolo, l'aspetto è di quelli che piacciono tanto agli audiomani!

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

E stavolta ci sono cascato pure io, mi sono detto. Non accadrà più ovviamente, ma resta il fatto che persone in grado di intendere e di volere arrivano a spendere ben di più di 12 euro per un misero cavo, per colpa di un mercato drogato e di persone che, invece, non vogliono intendere affatto. Per cui mi sento un po' in colpa, per il semplice fatto di appartenere ad una cerchia di persone malate, che hanno trasformato un settore in un circo assurdo, del quale non si vede la fine.

Chiusa la mia parentesi personale. Andate in pace.

in efffetti da anni si sbrocca a prescindere
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 18:52
Si è persa la capacità di parlare ascoltandosi per cercare di crescere insieme.

Ognuno "si canta le sue certezze" al solo fine di sentirsi più sicuro di sé (non essendolo), dando zero importanza al prossimo.

In questo modo si fanno e si sono sempre fatti disastri.


Psicologia del profondo a parte, senza averle mai sentite, credo/ipotizzo (nato e cresciuto tra altoparlanti, amplificatori e pianoforti) che le Astrea siano ottimi prodotti, sicuramente migliori di tutti i diffusori che ho visto elencare e sono anche molto belle da vedere.

Quello che mi preoccupa, mi confonde e mi disturba è sentire valutazioni insindacabili su quanto delle basse siano o meno di riferimento, valutando tale parametro attraverso diffusori che sono notoriamente "peculiari", per non dire "sballate", sulle basse come Wilson o B&W.

Devo anche leggere che vengono approntate (spesso a prescindere) profonde e radicali modifiche a un circuito che identico in negozio costa 32 mila euro e, ancora più grave, che le basse del "de cuius" sarebbero insufficienti.

A questo punto, perché dovremmo spendere tempo e denaro per assemblare un finale che non ha neanche delle basse decenti?

Per cosa?

Per finire a biamplificare? Triamplificare? Equalizzare? Questa sì che è vera alta fedeltà.

Questo grande dispendio di risorse e di "forze" nasconde l'inefficienza della catena e delle politiche che si stanno utilizzando (più grosso, più grosso, sempre più grosso...)

Una formula 1 deve essere leggera e veloce, non pesare quanto un treno.
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 20:42
P.s.

Lo so che tanto non sarò ascoltato (è più figo aumentare il numero di finali), ma i trasformatori del Dartzeel originale per me, per la mia esperienza, sono piccoli.

Avete provato ad aumentarli utilizzando dei trasformatori di qualità, oppure l'avete attaccato direttamente all'alimentazione switching di un PC?


Quanti ponti rettificatori avete usato? Uno solo per canale?

E la rete di filtro? 10.000 uF per canale? 20 mila? 40 mila?


In queste cose vi siete già mangiati le basse.


Ovvio che se aumenti i finali, "tamponi" il problema... Lo fanno tutti.


Il punto è che mi sarebbe piaciuto vedere maggiore interesse e sperimentazione sulla scheda a doppia coppia: sarebbe stato molto utile a quegli appassionati che sanno usare un pò il saldatore, che hanno molta passione e un budget limitato, per riuscire ad avere in casa un bell'amplificatore che durasse negli anni.

Vorrei ricordare che, se non ci fossero i cinesi, qui da noi nessuno avrebbe proposto un vero e proprio furto come questo... le schede "clone" che ho qui hanno componenti selezionati, sono state testate e valutate al banco con strumentazione da laboratorio, con tanto di scritta "Dartzeel" perfettamente stampata in tipografia...

Quindi, essendo un'occasione alla fine più unica che rara e per di più accessibile (troppo bello per essere vero?), trovo sia uno spreco, anzi, che sia sciocco passare a piedi pari a ri-sbrogliare ex-novo il circuito (del quale abbiamo già pure la versione "maggiorata") prima di averlo fatto funzionare nelle migliori delle condizioni.


Ultima modifica di Davide. il 26/3/2018, 21:37, modificato 1 volta
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 26/3/2018, 21:01
Mr. Dartzeel ha tutta l'aria d'essere una vecchia volpe della vecchia scuola...

Questo significa che ti disegna un amplificatore a matita su foglio di carta e gli basta un altoparlantaccio appoggiato sul tavolo per sapere come suona.

Pensare di saperne di più, credere che lui abbia preso degli abbagli, o che possa essersi "perso per strada", o che possa aver indulto in stravaganze e beffarde economie, potrebbe portare a quelle conclusioni clamorosamente errate di cui il mondo è pieno.

Stiamo parlando di una persona che, partendo dal DIY e da ascolti "tra amici", ha messo in piedi uno dei marchi più rispettati e desiderati che ci sono in circolazione, con un numero ridottissimo di modelli.

D'ingegneri che fanno progetti e che si "propongono", c'è pieno.

Perché proprio "lui"...? Perché te li fa costare un occhio? Non credo...

Quello che voglio dire è che, prima di partire in quinta modificando una scheda clone che non è neppure quella "1:1", ancora prima d'aver realizzato un'alimentazione migliore dell'originale, prima ancora d'aver migliorato il raffreddamento (i transistor bollenti non hanno mai suonato bene) e in generale tutti quei punti che (qui sì) le politiche commerciali hanno dovuto un pò sacrificare al fine d'aumentare l'unicità del prodotto, bisognerebbe valutare le situazioni con più metodo e con maggiore approfondimento.
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 27/3/2018, 08:27
sei a conoscenza della tipologia di interventi effettuati e quali ?
ah , le 2 o 4 coppie xchè è stato scritto , 2 e 4 messe lì ed avvitate , anzi , nemmeno quello , senza variare null'altro
tutto qui ?
parli di trafi e di filtri , ma sai cosa e come è stato utilizzato ?
ti leggo abbastanza random nelle dichiarazioni , ma è tutto okay , sempre di poco stiam parlando , solo di hifi
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 27/3/2018, 14:41
Comprendo le tue obiezioni, ma quando si hanno a disposizione un pò di "degrees" in psicanalisi, viene spontaneo avere un certo "intus legère"... così come comprendo (per diretta conseguenza) che possano sembrare un pò "random" certe mie osservazioni, le quali, in realtà, anticipano semplicemente i tempi e le conseguenze.

Le tue descrizioni (sull'altro forum) sono spesso così intuibili nella loro "politica" che vi si può immaginare all'opera con un certo grado d'approssimazione, tanto che alcuni appassionati in cerca di una "guida", di una situazione "confortevole" dove poter mettere insieme un amplificatore, si sono più volte scoraggiati.

Ci sono stati molti punti di "entropia da modifiche a notte fonda con saldatore in mano e prove ad orecchio" o da "cambiamo tutto, c'è da ridisegnare tutto, perché l'originale è progettato da cani", che hanno gettato molto sconforto e dubbi tra gli interessati.

A un occhio più allenato, inoltre, emerge la tendenza a un approccio sistematico, a uno schema comportamentale che (cercando d'esporlo il più semplicemente possibile) tende ciclicamente a prendere alla leggera aspetti su cui ci vorrebbe molta cautela e a prendere molto pesantemente aspetti di secondaria importanza.

Di solito in elettronica queste "situazioni" generano risultati di dubbia qualità.
(ma che piacciono sempre a chi li ha partoriti... ovvio...)

Poi c'è una colossale ingenuità d'impianto: demandare a "tecnici esperti" le scelte da fare.

Gravissimo errore di politica pura.

Chiunque abbia pratica ed esperienza della vita sa che non si devono mai lasciare i tecnici a prendere delle decisioni...
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 27/3/2018, 18:14
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Chiunque abbia pratica ed esperienza della vita sa che non si devono mai lasciare i tecnici a prendere delle decisioni...
special cool
P.S.: a prescindere e senza fare riferimenti al caso concreto... smile

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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 27/3/2018, 18:38
qualcuno tiene la sfera di crstallo , beato lui
crede a tutto quanto scrivono altri nei forum
non sa quali siano i - tecnici nominati - xò distribuisce pareri non richiesti , apreri di mini pseudo filosofia pressapochista
capisco l'hiend , altrochè
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 00:27
Non occupandomi di "hi-end" non posso esprimermi in merito, quindi, se tu comprendi a fondo il settore in tutte le sue più intime istanze, plaudo alla tua fortuna.

Per il resto, non ci siamo proprio capiti.

Il mio intento era quello di veicolare, con l'uso della parola e del linguaggio, i dubbi, le insicurezze e i problemi che gli altri forumers sono stati costretti a subìre in silenzio.

Purtroppo di questo problema non te ne importa una beata fava.

Qui non si tratta di difendere alcun dogma e alcun produttore "highendaro", ma d'evitare che, per seguire le vostre modifiche, le vostre teorie su quanto fosse buono o fosse cattivo l'amplificatore, le vostre prove per telefono, le vostre concezioni d'ultima generazione da tecnici dell'M.I.T., degli utenti con poco tempo e/o poche possibilità vadano a "schiantarsi" (soprattutto psicologicamente) contro la miriade di problemi che avete mosso in questi mesi, finendo per fare le solite cavie delle altrui grandi idee.

Quindi cerco soltanto d'evitare delusioni e problemi agli utenti.

Di Deletraz non me ne importa un fico secco.

(Fermo restando che (per me) state facendo una marea di pasticci da principianti)
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bandAlex
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 00:29
@Davide e [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], sto seguendo la vostra discussione, che trovo molto interessante, e mi sembra di capire che sia la prosecuzione (o una diramazione) di una discussione più ampia su un altro forum. Si può sapere, se non sono indiscreto, di quale forum si tratta? Magari potete mettere un link, così si comprende meglio il senso di alcuni vostri interventi.
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Davide.
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 00:31
Certo Alex.

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bandAlex
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 00:33
Grazie, Davide. Colgo l'occasione per invitarvi ad usare toni più moderati e il massimo del fair play anche quando si hanno vedute diverse sui vari argomenti. wink
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Davide.
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 00:39
P.s.

Il "clone" del Dartzeel ha avuto (evidentemente) un tale numero di vendite negli ultimi mesi che un paio di ditte cinesi ora propongono la scheda "1:1", cioè perfettamente identica all'originale.

In pratica hanno comprato un Dartzeel e l'hanno studiato per copiarlo.

Il fatto più curioso e più "preoccupante" è che hanno fatto il tutto in laboratorio, come un vero reparto di ricerca e sviluppo con strumentazione che (chi è del mestiere) ne conosce il costo e il significato. Non semplice scopiazzatura da cinesi...

Le schede, dello stesso spessore e qualità delle originali, vengono assemblate con componenti selezionati acquistati alla RS Components.

In calce a questo, è recentemente uscita una versione "rinforzata" della scheda originale che ha il raddoppio dei finali e che sembra, anche lei, realizzata molto bene.

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Dirty Harry
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 10:34
Una cosa davvero incredibile !
D'altronde è ovvio che, dove ci siano prezzi spropositati uniti a recensioni entusiastiche di un prodotto, si creino effetti che vanno dalla semplice emulazione alla riproposizione pedissequa dell'apparecchio ma in modo becero, se mi si passa il termine.
Nel senso che, del farsi una cosa da sé, si percepisce più che il cimento personale un'ottica utilitaristico-affaristica.

--


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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 11:14
Ho dato un'occhiata a quel link della discussione, e l'impressione è quella di una certa confusione generale. Ad esempio, non è chiaro a quale versione/build/mod si riferisce colui che interviene per dare informazioni, o quello che propone una modifica. Qualcuno consiglia addirittura la sostituzione dei finali con dei mosfet, ma non si capisce di quale apparecchio si parli visto che sono nominati pure i vari Norma, Spectral, etc. Ecco, una cosa assolutamente da non fare in un circuito come quello del Dartzeel è proprio la sostituzione di componenti chiave quali i finali, sia per le prestazioni che per la stabilità. E la stabilità in un finale è il mantra da seguire, perchè le conseguenze possono essere tragiche, sia per il finale stesso che per i diffusori. Tra l'altro, in quel gruppo di utenti che scrive non mi sembra ci sia nessuno che abbia analizzato lo schema elettrico o che abbia le competenze per avventurarsi in simili giravolte. Almeno questa è la mia impressione, potrei sbagliarmi ovviamente. Ma il fatto che si parli di numero di coppie di finali da aggiungere allegramente con disinvoltura, mi fa un po' rabbrividire. Il fatto che si giochi con un circuito dall'offset instabile senza prevedere uno straccio di protezione sulle casse, o un servo-dc (perchè altrimenti non è hi-end), è da cardiopalma. Per carità, è DIY e nessuno si sottilizza per queste sciocchezzuole, ma dopo più di 60 pagine di thread non c'è ancora nessuno che abbia avuto il coraggio di mettere in pratica qualcosa. O forse sono le poste cinesi ad essere lente. Anzi, sembra che qualcuno stia lavorando, in effetti.

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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 13:03
Non ho mica capito, vorrebbero clonare il clone non l'originale?

..vabbe', ho provato a leggere qualche post: un delirio  blink
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bandAlex
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 13:52
E la cosa inquietante è che sembra ci sia un non precisato "costruttore" hi-end che è disposto a pagare 6000 euro per avere i circuiti stampati modificati, per avviare una produzione.
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Davide.
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

il 28/3/2018, 14:28
In pratica il loro assunto di base è che l'amplificatore in Single-ended suoni bene, ma che abbia limitazioni inaccettabili in erogazione di corrente sui moduli d'impedenza più critici.


Per diretta conseguenza del punto precedente, le basse frequenze sono state valutate all'ascolto come insufficienti, sia sul clone che sulla macchina originale.


In un punto della discussione si certifica testualmente che le basse riprodotte dal Dartzeel non possano in alcun modo essere considerate "basse di riferimento".


Poi si è passati all'analisi circuitale, concludendo che:


- è necessario quadruplicare i finali (4 coppie per canale)

- maggiorare i driver utilizzando gli stessi MJL dei finali

- alimentare con alimentazioni lineari, stabilizzate e separate, tutti i vari "settori" del circuito, perché Deletraz qui ha voluto risparmiare e "farlo strano".

- ridisegnare i percorsi di massa

- chi più ne ha, più ne metta.


In modo un pò apodittico/contraddittorio, in pratica si sostiene che l'amplificatore si regga su nature tra loro vicendevolmente conflittuali:


- suona benissimo, ma ha basse mediocri.

- il progetto è "interessante", ma il circuito è pieno di "fregature hi-end" da epurare.



P.s.

L'instabilità dell'offset è stata risolta da Deletraz con l'inserimento di quel condensatore piatto di forma rettangolare che potete osservare anche nell'immagine della versione a doppia coppia di finali. L'offset medio misurato pare si attesti tra i 30 e i 40 mV.

La presenza di questo componente è vista di cattivo occhio ed è stata valutata come un intervento da "pataccaro", da epurare insieme ai condensatori MKP in ingresso.
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Re: Certo che... sti cinesi (Dartzeel NHB-108)

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