Una nuova avventura

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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 10/7/2011, 15:36

Purtroppo con 1.5 Volt siamo già fuori range. Ma dal datasheet della batteria si legge che a circuito aperto (cioè come la impiegheremmo noi) la tensione sale a 1.8 Volt circa. Ancora peggio, quindi. A meno di non voler far scorrere nella valvola una corrente irrisoria (inferiore ai 3 mA), l'anodo si troverebbe già al di sopra dei 70 Volt, limitando fortemente lo swing in uscita. Per avere una buona linearità non si può andare al di sotto dei 5 mA di corrente anodica.


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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da Giulio il 10/7/2011, 15:48

Non avevo visto il datasheet della valvola scusami... :oops:
Vedo se riesco a trovare delle batterie a tensione più bassa.
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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 10/7/2011, 15:58

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ho letto il thread su videohifi e mi sono subito iscritto qui.
Attendevo con speranza una nuova versione del tuo amplificatore per cuffie che tanto successo ha riscosso.
Posso chiedere come mai la scelta di un amplificatore ibrido ed i vantaggi di uno stadio di ingresso a valvole?

Benvenuto nel Giardino Elettronico, toti! flower

La tua domanda è insidiosa... :D

Il vantaggio sostanziale è... di avere una valvola nel circuito!

In teoria, uno stadio finale come quello del VHF-1, estremamente trasparente, accoppiato ad una valvola, dovrebbe fornire un risultato interessante all'ascolto.

Inoltre, per l'uso che se ne fa nel VHF-2, con un'attenta progettazione, la E88C dovrebbe garantire buone prestazioni anche al banco di misura, senza troppi sacrifici sull'altare del fascino termoionico, dove in genere se ne vedono di tutti i colori...

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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 10/7/2011, 16:28

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Non avevo visto il datasheet della valvola scusami... :oops:
Vedo se riesco a trovare delle batterie a tensione più bassa.

Se mi chiedi ancora scusa, ti banno! :D

Se tu riuscissi nell'impresa, sarebbe fantastico, ma la vedo difficile...

Altrimenti, si può pensare a un modo per abbassare la tensione della batteria. Senza sovvertire le leggi fisiche, vedo difficile pure questo se non si fa scorrere almeno un po' di corrente nella batteria stessa... il che si potrebbe pure accettare, se la carica dovesse durare almeno qualche anno. Si dovrebbero fare due conti... per una batteria bella tosta (2 A/h ad esempio) qualche frazione di uA di scarica gli farebbero un baffo!
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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 10/7/2011, 16:48

Questa potrebbe essere una soluzione:

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Con i valori di R1, R2 e R3, sulla griglia si dovrebbero localizzare circa -1.22 Volt.

La corrente circolante nella batteria è di 1.8 uA.

Se la batteria è da 2A/h, la scarica dovrebbe durare... qualche decennio, se i miei calcoli sono giusti.

Ovviamente il condensatore C2 diventa obbligatorio. Poco male, tanto non sarà più grande di 1 uF.

Questa soluzione ha anche il vantaggio di attenuare un po' il segnale audio, cosa che ci torna utile visto che il gain è superiore alla bisogna.
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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 10/7/2011, 17:08


Questa configurazione evita la batteria in serie al segnale e risparmia una resistenza:

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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 10/7/2011, 17:34

Altro vantaggio del partitore resistivo è che ci permette di utilizzare qualunque tipo di batteria, basta ricalcolare i valori delle resistenze.

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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da toti il 10/7/2011, 18:36

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ho letto il thread su videohifi e mi sono subito iscritto qui.
Attendevo con speranza una nuova versione del tuo amplificatore per cuffie che tanto successo ha riscosso.
Posso chiedere come mai la scelta di un amplificatore ibrido ed i vantaggi di uno stadio di ingresso a valvole?

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La tua domanda è insidiosa... :D

Il vantaggio sostanziale è... di avere una valvola nel circuito!

In teoria, uno stadio finale come quello del VHF-1, estremamente trasparente, accoppiato ad una valvola, dovrebbe fornire un risultato interessante all'ascolto.

Inoltre, per l'uso che se ne fa nel VHF-2, con un'attenta progettazione, la E88C dovrebbe garantire buone prestazioni anche al banco di misura, senza troppi sacrifici sull'altare del fascino termoionico, dove in genere se ne vedono di tutti i colori...


Grazie per il benvenuto, devo ammettere che il tuo approccio votato alla condivisione mi ha colpito fin dalla prima versione.
La mia domanda era più dal punto di vista elettronico... :D
Mi pare di capire però che ancora devi decidere se usare la configurazione 1) o 2) in riferimento al primo post.
Oltretutto pensavo che, con l'esperienza che hai accumulato sia dalle varie versioni del VHF1, che dal NEMO, lo stadio di uscita del nuovo VHF2 ne dovrebbe, in qualche modo, beneficiare.
Seguirò con interesse i nuovi sviluppi.

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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 10/7/2011, 20:17

In questo modo si fa a meno della batteria, ma la tensione gk è di -1.4 Volt.

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I due diodi bloccano il catodo per cui non c'è controreazione.

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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 12/7/2011, 15:30

Purtroppo ho cancellato per sbaglio il mio ultimo post...
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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da toti il 12/7/2011, 18:04

Ho fatto giusto in tempo a leggerlo. :(

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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da Giulio il 12/7/2011, 18:09

Ciao Alex,
durante la sperimentazione sarà sicuramente interessante verificare, anche all'ascolto, sia la configurazione che prevede la batteria in serie senza alcun condensatore sia l'ultima circuitazione con il catodo "bloccato" dai due diodi. (Ora che ci penso è possibile anche rimuovere il condensatore).

Sicuramente verrà fuori un bellissimo preamplificatore. :D Bisognerebbe, però, curare al massimo i generatori di corrente (che possono essere molto vantaggiosamente a stato solido). Da essi dipenderà una risposta ai transistori più o meno lenta.
Hai già deciso che alimentazione adottare? Se non ti dispiace ho già in mente qualchecosa di ibrido mantenendo la coerenza stilistica (punto molto importante secondo me per la riuscita di un buon progetto).

Ciao.
Giulio.
:D
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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da bandAlex il 12/7/2011, 20:34

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ho fatto giusto in tempo a leggerlo. :(

Se qualcuno è riuscito a salvare il post, o riesce a tirarlo fuori dalla cache del browser, sarei felicissimo...

Per quanto abbia cercato di recuperarlo dalla cache di Chrome, non c'è stato verso!

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Messaggio Da bandAlex il 12/7/2011, 20:35

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ciao Alex,
durante la sperimentazione sarà sicuramente interessante verificare, anche all'ascolto, sia la configurazione che prevede la batteria in serie senza alcun condensatore sia l'ultima circuitazione con il catodo "bloccato" dai due diodi. (Ora che ci penso è possibile anche rimuovere il condensatore).

Sicuramente verrà fuori un bellissimo preamplificatore. :D Bisognerebbe, però, curare al massimo i generatori di corrente (che possono essere molto vantaggiosamente a stato solido). Da essi dipenderà una risposta ai transistori più o meno lenta.
Hai già deciso che alimentazione adottare? Se non ti dispiace ho già in mente qualchecosa di ibrido mantenendo la coerenza stilistica (punto molto importante secondo me per la riuscita di un buon progetto).

Ciao.
Giulio.
:D

A più tardi... 8)
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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da Giulio il 12/7/2011, 21:06

Per ora circa l'alimentazione, per mancanza di tempo, dico solo questo: :D
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Domani, tempo libero permettendo, vedrò di approfondire un po' il discorso.
Si tratta, comunque, di un' alimentazione induttiva. Le valvole vengono usate come generatori di corrente permettendo, vantaggiosamente, di limitare l'induttanza della bobina che altrimenti dovrebbe essere molto elevata (ca. 30/20H) per permettere di non far verificare il "taglio" della corrente.
Il problema è che all'aumentare degli henry, aumentano anche gli elementi parassiti. Anzichè utilizzare un raddrizzatore a ponte che richiederebbe 4 valvole, si impiegano anche 2 diodi a semiconduttori. Rimangono tutti i vantaggi di un raddrizamento a valvole senza alcuno svantaggio. Per ogni semionda vengono impiegati 2 diodi: l'uno a stato solido, l'altro a valvole.


Ciao.
Giulio.
:D


Ultima modifica di Giulio il 13/7/2011, 08:14, modificato 1 volta
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Re: Una nuova avventura

Messaggio Da Giulio il 13/7/2011, 08:14

Uno dei problemi dell'alimentazione induttiva è che fornisce una tensione costante solo quando il carico supera una certa entità. Quando la corrente assorbita è molto bassa o nulla, la tensione sale in maniera considerevole. Solitamente viene impiegata una resistenza (la "zavorra") che permette di avere un carico minimo. Non è, però, la soluzione ottimale. Si può sfruttare, allora, un particolare fenomeno: la resistenza dei filamenti, a freddo, è praticamnte nulla e cresce pian piano fino ad arrivare al suo valore standard. Se si inserisce una resistenza in serie al filamento, otteremo inzialmente un abbassamento della tensione molto forte poichè quasi tutto il potenziale in uscita dall'alimentatore cade ai capi di tale resistenza. Man mano che il filamento si riscalda, la tensione raggiunge il suo dato di targa (quindi bisognerà fare in modo che dall'alimentatore esca una tensione leggermente superiore a quella necessaria per tenere conto della caduta ai capi della resistenza che rimane, seppur in minore entità, anche quando il filamento è caldo.)
In cosa questo meccanismo ci è utile? In maniera molto semplice: i filamenti delle valvole di segnale avranno in serie una resistenza molto più piccola in modo che si riscalderanno molto velocemente (si potrebbe fare anche a meno della reistenza e optare per un riscaldamento immediato ma ciò stresserebbe molto la valvola). I filamenti della sezione rettificatrice, invece, avranno una resistenza di valore più elevato.
All'atto pratica si verifica ciò: i tubi della sezione amplificatrice raggiungeranno immediatamente la temperatura ottimale, mentre quelli dedicati alla sezione rettificatrice si riscalderanno molto lentamente. In questa maniera l'alimentatore aumenta gradualmente la sua tensione di uscita e troverà presente il carico dello stadio di linea.
Si ottiene, così, un'alimentazione "ritardata" senza ricorrere a ritardi elettronici a relè et simila.

:D
Ciao.
Giulio.


Ultima modifica di Giulio il 13/7/2011, 11:05, modificato 1 volta
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Messaggio Da bandAlex il 13/7/2011, 09:17

L'utilizzo di triodi come rettificatori è interessante. Anche se i triodi non sono generatori perfetti (i pentodi sarebbero meglio ma complicherebbero le cose) per lo scopo indicato vanno senz'altro bene.

La corrente anodica da erogare sullo stadio di ingresso è irrisoria, si tratta di 10 mA al massimo, per entrambi i canali, e quindi non dovrebbero esserci problemi da questo punto di vista.

Per quanto riguarda i filamenti, sono d'accordo sul "trick" della resistenza in serie. Sostanzialmente si cerca di emulare un'alimentazione a corrente costante, con il solo costo relativo a quello della resistenza utilizzata.

I filamenti delle valvole di segnale andranno alimentati in continua da alimentatore stabilizzato, per non avere problemi di hum. Mi domando se i filamenti dei triodi rettificatori invece non possano convenientemente essere alimentati direttamente in alternata.

Il filamento delle E88CC richiede circa 350 mA, assumendo di alimentarli in serie, quindi su 12 Volt.
Che per due canali vuol dire 700 mA, e quindi circa 9 Watt di potenza. Se si riesce a lasciar fuori da questo conto i filamenti delle rettificatrici è senz'altro molto meglio.



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Messaggio Da Giulio il 13/7/2011, 09:34

Completamente d'accorco :D .
Si possono alimentare i filamenti delle valvole rettificatrici in alternata senza alcun problema con anzi i vantaggi che hai indicato.

Che tubo pensi di usare per la rettificazione?
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Messaggio Da Giulio il 13/7/2011, 10:34

Ecco un'alimentazione stabilizzata, schema già collaudato, per i filamenti delle valvole di segnale già munita di resistenze di "ritardo".
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PS: Che software utilizzi per disegnare gli schemi? I tuoi sono decisamenti più belli dei miei... :oops:


Ciao.
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Messaggio Da bandAlex il 13/7/2011, 12:56

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ecco un'alimentazione stabilizzata, schema già collaudato, per i filamenti delle valvole di segnale già munita di resistenze di "ritardo".

PS: Che software utilizzi per disegnare gli schemi? I tuoi sono decisamenti più belli dei miei... :oops:


Ciao.
Giulio.

Uso Eagle, lo stesso software che utilizzo per gli stampati.

Una domanda relativamente allo schema: le R sono quelle prima del 7812, giusto? Si legge un solo valore, quello di 0.33 ohm, che però è troppo basso per il "delay" e quindi è l'altra resistenza che va calcolata in base alla corrente da erogare ai filamenti a regime.

A regime sono 700 mA (considerando 2 coppie di filamenti), e il 7812 deve vedere almeno 2 volt in più rispetto alla tensione d'uscita quindi 14 Volt, facciamo 15. Subito dopo il ponte si hanno circa 21 Volt, quindi la caduta a regime deve essere di 21-15 = 6 Volt, e quindi la R non può essere maggiore di 8.2 ohm.

Sempre che il mio ragionamento sia giusto. Come si comporta un 7812 se gli arriva all'ingresso una tensione più bassa di quella che si aspetta? In teoria l'uscita dovrebbe seguire l'entrata, credo.
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Messaggio Da bandAlex il 13/7/2011, 13:50

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:La corrente anodica da erogare sullo stadio di ingresso è irrisoria, si tratta di 10 mA al massimo, per entrambi i canali, e quindi non dovrebbero esserci problemi da questo punto di vista.

In realtà sarà un po' più alta, non ho considerato i due cathode follower, che vorrei far lavorare ad almeno 10 mA. Quindi il totale della corrente che l'alimentatore dovrà erogare per lo stadio preamplificatore sarà di circa 20-30 mA.
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Messaggio Da Giulio il 14/7/2011, 09:15

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[...]
Una domanda relativamente allo schema: le R sono quelle prima del 7812, giusto? Si legge un solo valore, quello di 0.33 ohm, che però è troppo basso per il "delay" e quindi è l'altra resistenza che va calcolata in base alla corrente da erogare ai filamenti a regime.
[...]
Sì, le R sono quelle prima del 7812. L'ho tracciato di fretta e non è ben chiaro, dopo lo ridisegno meglio. Una R è da 0.33 e l'altra è da calcolare. Comunque non dovrà essere di valore elevato, questa alimentazione è per i filamenti di segnale che non dovranno essere rallentati se non in minima parte (per non stressare le valvole). Vanno rallentati, invece, quelli dei tubi rettificatori.


[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[...]
A regime sono 700 mA (considerando 2 coppie di filamenti), e il 7812 deve vedere almeno 2 volt in più rispetto alla tensione d'uscita quindi 14 Volt, facciamo 15. Subito dopo il ponte si hanno circa 21 Volt, quindi la caduta a regime deve essere di 21-15 = 6 Volt, e quindi la R non può essere maggiore di 8.2 ohm.

Sempre che il mio ragionamento sia giusto. Come si comporta un 7812 se gli arriva all'ingresso una tensione più bassa di quella che si aspetta? In teoria l'uscita dovrebbe seguire l'entrata, credo.

Quello schema si comporta bene se il 7812 "vede" al proprio ingresso sui 18V. Cadono già 0.23V sulla R da 0.33ohm (che si possono trascurare). 21-18 = 3V, la R deve essere da 4.2ohm.
In uscita dovrebbero esserci 12.6V.

Se al 7812 gli mandiamo una tensione più bassa non si comporta bene: non stabilizza correttamente e può dare dei problemi.

:D

Ciao.
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Messaggio Da bandAlex il 14/7/2011, 12:47

Ieri mi sono reso conto che il filamento della E88CC deve essere alimentato necessariamente a 6.3 Volt.

I filamenti dei due triodi sono connessi internamente, e il pin 9 che di solito è collegato al centrale in questo caso è connesso allo schermo.

Quindi si userà il 7806 invece del 7812.

La resistenza del filamento a freddo è di circa 3 ohm.

Quindi, rifacendo i conti, partendo da un secondario a 9 VAC, sul primo condensatore di filtro si avranno circa 12.6 Volt. A regime, il 7806 è bene che veda al suo ingresso 9 Volt, quindi considerando una corrente di 365 mA, la R da utilizzare dovrebbe essere di circa 10 ohm. Tenendo conto però del ripple, e della R che la precede, la tensione sarà un pochino più bassa del valore teorico, per cui 8.2 ohm dovrebbe andare bene.

Questa resistenza provocherà una caduta di tensione molto maggiore a filamento freddo, evitando lo stress da accensione, cioè proprio quello che vogliamo ottenere.

La dissipazione della R sarà poco più di un 1 Watt, ma poichè all'accensione (per un breve momento) ne dissiperà di più, e per avere un buon margine di sicurezza, direi che una R da 5 Watt andrà più che bene.
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Messaggio Da Giulio il 14/7/2011, 15:45

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ieri mi sono reso conto che il filamento della E88CC deve essere alimentato necessariamente a 6.3 Volt.

I filamenti dei due triodi sono connessi internamente, e il pin 9 che di solito è collegato al centrale in questo caso è connesso allo schermo.

[...]

Non ci avevo fatto caso... :oops:

Piuttosto, hai deciso che tubo utilizzare per il raddrizzamento? :)
:D

Ciao.
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Messaggio Da bandAlex il 14/7/2011, 16:01

Per il tubo rettificatore non ho idea... teoricamente la morte sua dovrebbe essere un doppio triodo ad alta transconduttanza, o sbaglio?

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Messaggio Da Giulio il 14/7/2011, 16:50

No, non sbagli.
Ma possono andare bene le ECC99, le 5687, le E182CC... :D
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