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Drebin
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DIY

il 7/10/2011, 09:01
Ecco alcune realizzazioni interessanti:
http://www.pmillett.com/starving.htm
http://www.pmillett.com/ecc99_srpp_headphone_amp.htm

Un tentativo si potrebbe fare, soprattutto per il primo. Interessante come non vengano usate PCB.
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Dirty Harry
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Re: DIY

il 7/10/2011, 14:34
@Drebin ha scritto:Ecco alcune realizzazioni interessanti...

Millet gode di buona fama e mi ha sempre incuriosito l'ascolto di roba sua : magari un domani... tongue

@Drebin ha scritto:
Interessante come non vengano usate PCB.

Tipico delle realizzazioni valvolari.
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Drebin
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Re: DIY

il 7/10/2011, 14:43
Riferendomi al primo semplicissimo ampli, mi chiedo quali cuffie sia in grado di pilotare.
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bandAlex
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Re: DIY

il 8/10/2011, 15:48

Il primo schema è quello senz'altro più interessante. La particolarità di quel circuito consiste nello sfruttare il filamento della valvola come carico per il mosfet di uscita.

La cosa può sembrare bislacca, ma in realtà è un modo intelligente per non sprecare energia, innanzitutto, e poi per non dover adottare una resistenza di parecchi watt, con il rischio di prenderne una blindata (come fa un noto costruttore di ampli per cuffia che ovviamente non nomino ma che tutti conoscete).

L'alternativa sarebbe usare un carico attivo (da raffreddare anche questo) ma si perderebbe l'idea originale, e la semplicità per cui uno schema di questo tipo può avere un senso.

Il carico resistivo del finale single-ended farà sì che la seconda armonica prevarrà sulle altre, e la THD totale raggiungerà livelli piuttosto alti, proporzionalmente al livello di uscita. Ma se non si va troppo per il sottile, e considerando che la maggior parte delle cuffie necessita di poca potenza, il circuito può essere l'occasione per scoprire il suono di un single-ended allo "stato brado", che potrebbe sorprendere anche l'ascoltatore più smaliziato.

L'unico appunto a quello schema è il condensatore di uscita, di valore troppo basso. Meglio metterlo da almeno 1000 uF.

L'alimentazione di 48 Volt dovrà essere di ottima qualità, ben filtrata e stabile, in quanto sia il finale che lo stadio a valvole non hanno un grande PSRR.

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Drebin
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Re: DIY

il 9/10/2011, 20:10
Sarebbe interessante una Bandalex MOD dello starving student
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Giulio
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Re: DIY

il 16/10/2011, 14:14
Originale il primo schema, anche se è un amplificatore dal carattere interpretativo.



Ciao.
Giulio.
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ucciopino
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6N1P OTL

il 8/1/2013, 18:12
Prima di vedere il VHF-N stavo decidendo di realizzare questo http://headwize.com/?page_id=457 ampli che avrebbe dovuto pilotare oltre ad una cuffia che ancora non possedevo il mio front end (il migliore e bensuonante che abbia mai realizzato a parte la questione stufa di calore).
Il front end in questione per chi potesse essere interessato è il seguente:
Single Ended Pure Class A Power Follower Amplifier di Andrea Ciuffoli che potrete visionare a questa pagina:
http://www.audiodesignguide.com/my/index.html.
Interessanti le soluzioni per l'alimentazione e la massa virtuale.
Il mio pensiero ora è ....... chissà se può essere pilotato degnamente da un VHF-N bleh ........ lo swing di tensione necessaria dovrebbe attestarsi intorno ai 15v.
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bandAlex
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Re: DIY

il 9/1/2013, 22:24
Il VHF-N ha uno swing massimo in uscita di circa 18 Vp, sufficiente per qualunque cuffia del pianeta. Beh, elettrostatiche a parte, si intende. Sì quelle dei ricchi, insomma.

Interessante il Power Follower, anche se l'autore forse si allarga un po' quando scrive che il segnale attraversa un solo dispositivo, ma soprattutto quando dice che l'alimentazione non è nel percorso di corrente del segnale. Il segnale attraversa sia il source follower che il generatore di corrente (quindi sono almeno 2 dispositivi), il quale a sua volta è nel loop di corrente dell'alimentazione (e non potrebbe essere altrimenti).

E' vero che il CCS mantiene la corrente costante, ma esso lo fa reagendo dinamicamente alle variazioni del segnale: se così non fosse nessuno si preoccuperebbe della velocità dei CCS, invece sappiamo quanto sia importante questo dato.

Quindi dire che il CCS non fa parte del percorso del segnale è inesatto. E se il CCS fa parte del percorso, allora vuol dire che entra in gioco anche l'alimentazione... non si scappa. Qui l'alimentazione è fatta con un moltiplicatore di capacità, che rimane comunque un normale regolatore serie, ma senza la regolazione (non vi è alcun dispositivo di regolazione, ad esempio uno zener). Ciò vuol dire che la tensione che alimenta il finale sarà soggetta sia alle variazioni di rete che alle richieste di corrente del carico. In definitiva questo vuol dire che l'impedenza dell'alimentazione non è così bassa come potrebbe far pensare il nome "virtual battery" gentilmente regalato da Technics. Intendiamoci, è sempre meglio questo che un semplice filtro RC, ma non si deve pensare che sia chissà cosa. Lo stesso VHF-N si può dire che ha l'alimentazione "virtual battery", visto che tale stadio è fatto proprio con un inseguitore di tensione per ramo (non a mosfet, però, e c'è una grande differenza!), agganciato al valore di uno zener. C'è da dire che nel Power Follower il compito dell'alimentatore è facilitato dalla relativa costanza della corrente erogata.
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Re: DIY

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