Ampli a massa attiva

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Ampli a massa attiva

Messaggio Da flibix il 13/11/2015, 16:24

Un argomento che mi piacerebbe approfondire:

Ci sono in giro degli ampli cuffia tipo "Beta 22" e/o altri, che prevedono la "massa attiva" nella circuitazione di uscita.

Di cosa si tratta? e quali vantaggi comporterebbe rispetto alle classica soluzione?

C'è qualcuno che conosce l'argomento?
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Re: Ampli a massa attiva

Messaggio Da bandAlex il 18/11/2015, 00:45

Il concetto di "massa attiva" ha avuto un periodo di popolarità tra i cuffiofili, circa due o tre anni fa, soprattutto per via del fatto che la AMB pubblicizzava tale soluzione per il suo beta-22 (la versione a tre canali), decantandone i (presunti) vantaggi.

Per fortuna questa popolarità ora è un po' scemata, e di "massa attiva" o "massa virtuale" non se ne parla più.

Molto brevemente, per capire cosa si nasconde dietro a tale soluzione, dobbiamo sapere che ciò che normalmente chiamiamo "massa" non è altro che un riferimento di tensione preciso all'interno di un amplificatore, di solito legato allo zero volt a cui si riferiscono tutti i valori di tensione del circuito.

Il segnale amplificato che va alla cuffia, dopo essere passato attraverso di essa, deve "rientrare" nell'amplificatore stesso, e per questo si chiude a massa, che convenientemente è a zero volt, in modo da non far circolare corrente nella cuffia quando non c'è segnale musicale.

Dal momento che alla massa ritornano tutte le correnti della maggior parte dei circuiti (compresi quelli di ingresso) sono importanti due cose:

1) che l'impedenza della massa sia la più bassa possibile;

2) (legato al punto 1) che la massa stessa non sia inquinata da disturbi di varia natura.

Di solito, a meno di macroscopici errori di chi progetta o realizza l'amplificatore, questi due punti si risolvono da soli, seguendo alcune semplici regole. Ad esempio, il circuito di ritorno di massa di uno stadio di ingresso non deve essere in comune con quello dello stadio di potenza, perchè le correnti circolanti in quest'ultimo, molto più alte, indurrebbero sicuramente dei disturbi "modulando" di fatto il segnale e generando distorsione e interferenze.

Il "ground routing" è l'aspetto più complicato da gestire per un apparecchio audio, solo in parte mitigato dall'utilizzo universale che si fa ora dei circuiti stampati con piani di massa dedicati, e quindi non è così inusuale trovarsi di fronte ad amplificatori con evidenti sintomi di un ground routing sballato, soprattutto se si tratta di ascolto in cuffia, molto più sensibile a ronzii, e a tutti i tipi di disturbo.

Proprio per questo, e dando per scontato che avere una massa "pulita" o silenziosa è molto difficile, qualcuno ha pensato di sostituire il riferimento di massa dell'uscita cuffia con un terzo amplificatore il cui ingresso è agganciato alla massa reale.

In sostanza, l'uscita di un terzo canale usato come massa attiva è di fatto immobile a zero volt (come una massa reale) e della massa reale simula anche l'impedenza, dal momento che l'impedenza di uscita di un amplificatore (se fortemente controreazionato) è molto bassa, di qualche frazione di ohm.

La conclusione quindi è che, con l'utilizzo di una massa attiva, si cerca di risolvere un non-problema, ovvero di migliorare la massa reale di un amplificatore che, se ben realizzato, difficilmente è migliorabile. Non è detto che in taluni casi una massa virtuale non possa migliorare una situazione di per se' non proprio rosea, ma nella maggior parte dei casi tale soluzione non è necessaria, e introduce comunque inevitabilmente altri tipi di problemi, non ultimo il fatto che il segnale è costretto a passare attraverso un ulteriore amplificatore, con tutte le conseguenze del caso.
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Re: Ampli a massa attiva

Messaggio Da flibix il 18/11/2015, 16:22

Grazie per la risposta. come sempre chiara e semplice da capire.
IN effetti ora comprendo la vera motivazione per cui, ed il motivo dello scarso utilizzo tra i costruttori di una simile soluzione: costosa tra le altre cose e, poco spendibile anche a livello di Marketing.
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Re: Ampli a massa attiva

Messaggio Da RanocchiO il 18/11/2015, 21:20

Tra gli amplificatori commerciali che utilizzano questa configurazione ci sono l'AMB M³ e i Meier-Audio top di gamma (se navighi il sito trovi anche qualche spiegazione di carattere tecnico).

Ci sono casi in cui effettivamente la massa attiva può portare dei benefici, ad esempio in un circuito con un alimentazione semplice come questo: http://phonoclone.com/diy-sze.html

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Re: Ampli a massa attiva

Messaggio Da bandAlex il 18/11/2015, 22:10

@RanocchiO ha scritto:Tra gli amplificatori commerciali che utilizzano questa configurazione ci sono l'AMB M³ e i Meier top di gamma (se navighi il sito trovi anche qualche spiegazione di carattere tecnico).

La massa attiva non l'ha inventata Meier: lui sfrutta commercialmente la cosa, ma le motivazioni sono alquanto discutibili. Diciamo che tecnicamente non c'è nulla di sbagliato, ma da qui a dire che la massa attiva fa suonare meglio un ampli ce ne corre.

E' come con il "bilanciato": con le cuffie la potenza non è un problema, e quindi il pilotaggio a ponte è una scelta errata. Ma anche quando i vantaggi non ci sono, ci pensano gli utenti, con la loro smodata fantasia, a creare il mito per sostenere cose che tecnicamente non hanno senso. La "massa attiva" è una di queste.
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Re: Ampli a massa attiva

Messaggio Da flibix il 18/11/2015, 22:30

Visto, interessante Grazie.
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Re: Ampli a massa attiva

Messaggio Da bandAlex il 18/11/2015, 22:41

Tra l'altro, un amplificatore "bilanciato" è da annoverarsi pure lui tra quelli a "massa attiva": un caso estremo di massa attiva, dove la massa è modulata con il segnale in controfase.

Sembrerà un paradosso, ma tecnicamente è meglio un semplice massa attiva, piuttosto che un "bilanciato", per vari motivi che ora sarebbe lungo affrontare.
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Re: Ampli a massa attiva

Messaggio Da RanocchiO il 19/11/2015, 16:06

@bandAlex ha scritto:
@RanocchiO ha scritto:Tra gli amplificatori commerciali che utilizzano questa configurazione ci sono l'AMB M³ e i Meier top di gamma (se navighi il sito trovi anche qualche spiegazione di carattere tecnico).

La massa attiva non l'ha inventata Meier: lui sfrutta commercialmente la cosa, ma le motivazioni sono alquanto discutibili. Diciamo che tecnicamente non c'è nulla di sbagliato, ma da qui a dire che la massa attiva fa suonare meglio un ampli ce ne corre.

E' come con il "bilanciato": con le cuffie la potenza non è un problema, e quindi il pilotaggio a ponte è una scelta errata. Ma anche quando i vantaggi non ci sono, ci pensano gli utenti, con la loro smodata fantasia, a creare il mito per sostenere cose che tecnicamente non hanno senso. La "massa attiva" è una di queste.    

Alex, o io ho male interpretato le tue parole oppure mi sembra che le tue affermazioni siano esagerate dall'altro verso: non si può dire che il pilotaggio in bilanciato o la massa attiva facciano suonare meglio un amplificatore, ma neanche che siano scelte errate, sei d'accordo?

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Re: Ampli a massa attiva

Messaggio Da bandAlex il 20/11/2015, 00:17

@RanocchiO ha scritto:Alex, o io ho male interpretato le tue parole oppure mi sembra che le tue affermazioni siano esagerate dall'altro verso: non si può dire che il pilotaggio in bilanciato o la massa attiva facciano suonare meglio un amplificatore, ma neanche che siano scelte errate, sei d'accordo?

Come ho già scritto, tecnicamente il "bilanciato", per le cuffie, è una scelta errata perchè peggiora le prestazioni e non può giustificarsi con l'aumento di potenza massima (visto che le cuffie hanno bisogno di potenze ridicole).

La massa attiva è una complicazione circuitale che risolve dei problemi ma ne introduce altri, e per questo è difficile considerarla un vantaggio. Non dico che sia una scelta errata, ma solo che si giustifica poco a fronte di modesti benefici: conviene investire di più sulla qualità dei singoli amplificatori piuttosto che metterne un terzo che ha come unico scopo quello di generare uno zero volt.

Inoltre, qualunque cosa si usi come massa attiva, sia esso un amplificatore o un particolare stabilizzatore, si ha un ulteriore circuito fortemente controreazionato sul percorso del segnale, che ha comunque un'impedenza più alta di una massa reale.

Non dico che suoni meglio o peggio, ma che non ci sono le basi per prendere in considerazione una soluzione che, almeno sulla carta, non porta a vantaggi evidenti.
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