Bari Hi-End 2012.

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Bari Hi-End 2012.

Messaggio Da Dirty Harry il 26/3/2012, 23:02

SEASON CYCLE.
Le seguenti impressioni sulla mostra barese non vogliono senz'altro avere i crismi della definitività sul giudizio sulla medesima e tuttavia mi sembra che siano state eccessive le critiche registrate al riguardo.
E' indubbio che la terribile crisi economica che interessa il paese in questo momento non possa non avere ripercussioni sulla salute di un settore già in crisi d'identità, come quello audio/hi-fi, e che anche le mostre scontino - con la contrazione del mercato - la congiuntura con una povertà apparente.
Apparente perché, al di là del dato della presenza quantitativa, mi sembra che l'organizzazione sia andata nella direzione giusta correlando alle esigenze dell'impianto quelle necessarie del programma - grazie soprattutto alla preziosa disponibilità di Velut Luna e Foné - da riprodurre, sia sotto il profilo artistico che quello tecnico, senza perdere di vista - con la presenza di numerose esibizioni dal vivo - la musica tout court (anche se quest'ultime sarebbero dovute essere selezionate con maggior cura onde evitare la sovrapposizione obiettiva con l'ascolto della musica riprodotta).
Apparente perché in questi momenti occorre lavorare per fare in modo che il mercato non perda in qualità, minimizzando le perdite incontestabili e vedere su quali forze superstiti si può contare e su MPI/HIGH FIDELITY - presente con un'imponente esibizione statica e due impianti di livello elevato - si può senz'altro contare...



Un primo impianto ha visto sorgente digitale (MCD500), amplificazione due telai (C50 e MC2301) e diffusori (XRT1K) McIntosh, con quest'ultimi che collezionano, in un classico del design elettroacustico della casa americana, due woofer da 10", 44 midranges da 2" e 28 tweeters da 3/4" per cassa !
Chiudendo con sorgente liquida costituita da Mini Mac con DAC ARCAM FMJ D33 ed analogica Thorens TD 160HD con braccio SME e condizionatore PS Audio Perfect Wave.
Ne è risultato un suono completo, dinamico ed assai corretto, poco incline a smancerie di sorta ma sano e non artificioso, con un'ottima rappresentazione del sound stage : un risultato molto buono, facendo un'inevitabile tara all'ambiente non ottimale.



Il secondo impianto vedeva come sorgente digitale l'Accuphase DP 700 e analogica il Clearaudio Champion Limited con braccio Unify Carbon e testina Van Den Hul al pari del pregiato pre-phono The Grail, con amplificatore integrato lo splendido Audio Note Jinro che pilotava le Avantgarde Duo White (il Resolution Audio era in esposizione statica, almeno quando ho sentito l'impianto...) ; il solito condizionatore PS Audio Perfect Wave chiudeva l'impianto.
Il suono era veramente di livello elevato, vivido e plastico, pronto a restituire con grande attenzione alle nuances sonore il micro quanto a restituire con altrettanta validità ogni repentina variazione dinamica : ottima la resa con il digitale ed eccellente quella con la sorgente analogica.
Complice la forzata pausa dovuta all'ascolto di musica dal vivo nella sala confinante, con le scontate ripercussioni sulla seduta d'ascolto, ho avuto l'opportunità di intrattenermi con l'ottimo Silvio Delfino, un operatore che sta da una vita - ed a ragione - nel settore dell'hi-fi, una persona di notevole competenza specifica e di altrettanto spessore umano (di quelli che non si tirano indietro quando c'è da svuotare un camion e occorre tirare sino a tardi per allestire la sala) : un plus poter scambiare impressioni - generali e specifiche - sullo stato del mercato con lui.



OZ sta cercando di ritagliarsi, per importanza dei marchi distribuiti, un posto di rilievo nel panorama hi-fi nostrano ed in occasione della mostra ha voluto esibire dei marchi di recente acquisizione, l'outsider BMC e il prestigioso Burmester : del primo ha impiegato, nella sala allestita, la meccanica CD BD1, l'unità di controllo DAC1/Pre ed i finali monofonici AMP M1 ; del secondo i diffusori 961 MkIII (cavetteriadi segnale Acrolink e BMC e di potenza Nanotec).
Comunque, a dispetto delle generali positive impressioni destate da BMC, l'impianto ha mostrato un suono che non mi ha colpito particolarmente : a fronte di una buona rappresentazione scenica e di una discreta ariosità, veniva un po' penalizzata l'ampiezza del volume d'ascolto, complice - forse - uno spessore della trama sonora inferiore al desiderato ; il suono, pur generalmente corretto, faceva registrare una certa essenzialità dal medio in giù che non favoriva la migliore naturalezza nella riproduzione, privata della giusta persistenza sonora in un'area decisiva della percezione uditiva e fortunatamente un'apprezzabile finezza di grana impediva il fastidio.
Veniva esaltata la focalizzazione nella riproduzione con un'ottima selettività del messaggio sonoro ma occorre dire che le piccole Burmester con le loro elettroniche hanno performance migliori e che - forse - mettevano in eccessivo rilievo alcune caratterizzazioni - non criticabili in assoluto - delle elettroniche BMC : forse sarebbe stato bene abbinargli delle Dynaudio, ma concederei con fiducia un'altra prova... d'appello !



Audio Reference ha portato nella saletta uno spiegamento niente male davvero : sorgente digitale classica EMM Labs CDSA SE e liquida Bryston BDP-1, pre-finale Gryphon Mirage-Mephisto, diffusori ProAC K6 e scusate se è poco !
Senza far torto all'ottimo Bryston il risultato sonoro ottenuto dall'impianto con l'EMM Labs era veramente rimarchevole.
Grande precisione e focalizzazione, notevole palcoscenico immaginario, risoluzione dinamica - sia micro che macro - eccellente, grande veridicità timbrica hanno contribuito ad una convincente sessione d'ascolto : l'amplificazione Gryphon merita la grande considerazione guadagnatasi nell'ambito più esclusivo dell'hi-fi ed anche le ProAc hanno fornito una prestazione in tono con i prodotti più riusciti dell'apprezzata casa inglese.
Volendo essere pignoli - vista la performance offerta - ho sentito le ProAc rendere un medio più magico con alcune amplificazioni valvolari ma senza voler fare per ciò un torto alla riproduzione naturale - per essere uno stato solido - all'amplificazione Gryphon.



Chario e Synthesis hanno diviso una sala sfoggiando la prima la sempreverde Ursa Major e la seconda con l'integrato Action A100T una nuova serie di amplificazioni valvolari di potenza ragguardevole - considerando quelle a cui ci aveva abituato la factory marchigiana - capaci anche di pilotare diffusori non propriamente facili e con un CD player Wadia a far da sensale il suono è stato molto convincente : non è difficile prevedere un buon successo per le amplificazioni italiane, utilizzanti in configurazione ultralineare un doppio quartetto di splendide KT66.



Last but not least, la nostrana Aifai il cui motto - musica per passione - è pienamente rappresentativo degli intenti della simpatica factory catanese.
L'integrato Avista (4 KT88) con il pre-phono top, PH1 Reference, grazie all'inserimento di un giradischi Acoustic Solid con braccio Rega RB250 e classica testina Denon 103 e di un CD player YBA (che si integrava perfettamente nell'impianto), pilotava un paio di diffusori interessanti - di recentissima introduzione - utilizzanti un biconico Seas.
Il risultato era di una elevata gradevolezza per un suono complessivo risultante molto equilibrato e assai difficile da criticare : una copertura assolutamente non manchevole della gamma audio - soprattutto con il CD player - dava luogo ad una riproduzione musicale e dinamica, dalla scena ben espansa in una saletta assimilabile ad un ipotetico ambiente domestico e con un'introspezione che - al di là dei generi suonati - non faceva desiderare di più.
Un bell'esempio di suono economicamente possibile e musicalmente appagante : complimenti !
Mi fermo qui con i resoconti non essendoci nient'altro da raccontare sul suono delle altre salette sia per la finalità marcatamente vintage di qualcuna, sia per quella molto low-cost di qualcun'altra, sia perché del video non me ne importa una cippa, sia perché qualcuna era organizzata tipo centro commerciale ma posterò qualche foto - sperando possa far piacere - di qualche apparecchio esposto solo staticamente e/o del quale vale la pena - pur avendone parlato - illustrarlo in dettaglio (anche l'occhio vuole la sua parte...) ma riserverò anche una piccola parentesi - che sia il tempo che la cornice non erano molto rappresentative - all'ascolto di tre cuffie Audio Technica.
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Re: Bari Hi-End 2012.

Messaggio Da Dirty Harry il 28/3/2012, 22:43

ProAC K6

Burmester 961 MkIII

Monitor Audio PL300

McIntosh XRT1K

Avantgarde Duo White

Klipsch Heritage Series: La Scala, Cornwall, Heresy

Tannoy Kensington e Turnberry

Tannoy Definition DC10T

Pass Labs XP 30

McIntosh MC50 e MCD500

Clearaudio Champion Limited

Clearaudio Ovation

McIntosh MC2301

Gryphon Mephisto back


Ultima modifica di Dirty Harry il 29/3/2012, 20:05, modificato 1 volta
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Re: Bari Hi-End 2012.

Messaggio Da Dirty Harry il 29/3/2012, 09:27

Come accennato, nella sala bazar di Prase Enginering (veramente troppo affollata di oggetti dal contenuto troppo eterogeneo...) c'erano anche delle cuffie Audio Technica alcune delle quali già collegate a questo amplificatore con risultati d'ascolto insufficienti rispetto agli standard di cui sono capaci : le ATH-W1000X (Grandioso), strillavano troppo per l'abbinamento non adeguato all'amplificatore usato, pur denunciando delle potenziali ottime caratteristiche ; e lo stesso poteva dirsi per le ATH-Pro700MkII, che promettono di essere un buon strumento di lavoro per chi lavora dietro ad una consolle ed il cui risultato d'ascolto era praticamente indistinguibile dalla cugina più nobile (poi dicono che l'amplificazione non conta...) ; più tranquillo - e per questa via più apprezzabile - l'ascolto con l'ATH-Pro500 che faceva ben sperare con amplificazione adeguata.
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Re: Bari Hi-End 2012.

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