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il 26/7/2019, 09:16
@password ha scritto:Cit."Al di là del rumore e della velocità gli SSD suonano meglio. Se il costo non è un problema sono da preferire anche come storage per la libreria musicale.
Un'alimentazione di qualità e dedicata si sente così come alcuni accessori dedicati che la ripuliscono".

Non posso che essere d'accordo. È ben noto a chi è del settore che 1 e 0 sono molto più 1 e 0 su un drive a stato solido rispetto ai tradizionali hard disk. Almeno un 37.181% in più, in funzione dell'orientamento dell'SSD nel campo magnetico locale.

Io glieli darei sui denti l'hard disk e l'SSD e poi gli chiederei quale suona meglio....
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il 26/7/2019, 12:46
@password ha scritto:Cit."Al di là del rumore e della velocità gli SSD suonano meglio. Se il costo non è un problema sono da preferire anche come storage per la libreria musicale. Un'alimentazione di qualità e dedicata si sente così come alcuni accessori dedicati che la ripuliscono".

Qui la parte importante è "gli accessori che la ripuliscono", perchè apre un intero settore ad aggeggi inutili e costosi.

Ma che te voi ripulì? (Ma che ti vuoi ripulire? ndr)

L'alimentazione può essere anche perfetta, ma se poi il dac cinese che stai usando è una merda, quella rimane, eh.

Quando, durante i test della PCM6432 ho ascoltato il mio dac con questa roba in mezzo

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ovvero un delirio di intrecci e senza alcun bypass sulle alimentazioni, e nonostante stessi usando un ampli al di sopra di ogni sospetto (l'AF-6) e una cuffia da 3000 euro (la HE1000), a fatica riuscivo a percepire una leggera sensazione di minore "solidità" nella riproduzione, dovuta probabilmente al tasso di jitter salito a livelli stellari.

Nonostante ciò, per percepire e capire questo artefatto ci voleva una buona concentrazione su determinati passaggi del brano. In cuffia. Questi sentono con le casse, e probabilmente nemmeno con jitter di diversi nanosecondi si accorgerebbero di niente... anche perchè questi capiscono solo "caldo", "freddo", "armonico" e via discorrendo, cose che un flusso digitale, per quanto degradato, non potrà mai modificare.

Quando feci i test della Philips per il Golden Ears, il test sul jitter era tra i più difficili da superare, perchè se non sai cosa aspettarti è quasi impossibile identificarlo.

Ora, se nemmeno una situazione degradante come quella in foto riusciva a peggiorare in maniera evidente l'ascolto, figuriamoci che influenza può avere un aggeggio che "ripulisce l'alimentazione".

Con questo non voglio dire che non bisogna fare attenzione a curare le alimentazioni e contenere il jitter in un circuito digitale, ma solo che spesso gli audiofili si impuntano su particolari del tutto secondari, che sono indicatori di totale ignoranza dei principi su cui si basa l'audio digitale.
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il 26/7/2019, 14:13
Io pensavo che gli SSD andassero meglio perché son più fighi...  grande sorriso grande sorriso grande sorriso
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il 26/7/2019, 15:36
@Edmond ha scritto:Io pensavo che gli SSD andassero meglio perché son più fighi...  grande sorriso grande sorriso grande sorriso

Gli SSD vanno meglio perchè sono più veloci, pesano di meno, e consumano molto meno di un hard disk meccanico.

Ah, e ovviamente suonano meglio. tongue
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il 26/7/2019, 17:59
Alex, oltre a trovare istruttive le tue scritture, mi diverto troppo quando smonti le supercazzole audiofile  grande sorriso
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il 27/7/2019, 11:35
@scarecrow ha scritto:Alex, oltre a trovare istruttive le tue scritture, mi diverto troppo quando smonti le supercazzole audiofile  grande sorriso

E mi diverto pure io. grande sorriso grande sorriso
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il 29/8/2019, 11:43
In questi giorni mi è capitato di spulciare un noto sito di musica in alta risoluzione. Si trovano in vendita delle versioni 24/96 di registrazioni fatte tra la fine degli anni '20 e i primi '30. Da quanto ho capito dei 78 giri in gommalacca trasferiti in digitale in alta risoluzione. Non so voi, ma io farei rientrare tra le "perle" anche questa roba. Sbaglio?
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il 29/8/2019, 11:47
@UpTo11 ha scritto:In questi giorni mi è capitato di spulciare un noto sito di musica in alta risoluzione. Si trovano in vendita delle versioni 24/96 di registrazioni fatte tra la fine degli anni '20 e i primi '30. Da quanto ho capito dei 78 giri in gommalacca trasferiti in digitale in alta risoluzione. Non so voi, ma io farei rientrare tra le "perle" anche questa roba. Sbaglio?

Non sbagli.

La risoluzione dei brani incisi in quegli anni non dovrebbe raggiungere neanche i 12 bit di gamma dinamica.

E come risposta in frequenza, erano in pratica dei citofoni. Probabilmente i 24 bit e i 96kHz servono a memorizzare il rumore di fondo di tali incisioni. grande sorriso
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il 29/8/2019, 14:43
La domanda finale era ovviamente retorica. Sono sempre stato scettico sull'alta risoluzione in generale, ma di fronte a queste operazioni mi scende proprio la catena, come si usa dire grande sorriso .
Tra l'altro poprio su quel famoso sito in passato ho acquistato alcune tracce giusto per vedere cosa c'è dentro, per scoprire che a volte oltre la normale banda audio del CD regna il nulla.
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il 18/10/2019, 18:31
Da Facebook

Qui si discute di condensatori non polarizzati

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Qui invece di alcuni accorgimenti su un ssd da collegare al Raspberry per la libreria di  volumio


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il 18/10/2019, 19:03
Ma il motivo per cui i nomi sono stati oscurati qual è? Si tratta di discussioni pubbliche, e riportare quanto è scritto su facebook non è vietato per legge. grande sorriso

Certo, chi scrive le castronerie riportate, non ci fa una bella figura...

Mi fanno ridere quando scrivono "provare per credere". Assomigliano tanto agli imbonitori che si vedono in televisione: "Amiche, dovete solo provare! Con questa nuova stufetta elettrica a batterie riscalderete tutta la vostra casa!"


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il 18/10/2019, 19:04
Questa è gente che viene impiegata nei sommergibili al posto dei sonar. flappie
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il 18/10/2019, 19:09
Quella dell'SSD è fantastica. Questi sentono tutto, ma proprio tutto, eh. Poi esaltano la roba che esce da spotify o scaricano direttamente da youtube.
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il 19/10/2019, 09:42
Le punte autocostruite sono bellissime, debbo dire... Mi ha sempre interessato cercare di capire come delle punte possano evitare vibrazioni trasmesse... Nel caso potremmo usarle per i fabbricati ed evitare danni da sisma... grande sorriso grande sorriso grande sorriso
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il 19/10/2019, 14:27
@Edmond ha scritto:Le punte autocostruite sono bellissime, debbo dire... Mi ha sempre interessato cercare di capire come delle punte possano evitare vibrazioni trasmesse... Nel caso potremmo usarle per i fabbricati ed evitare danni da sisma... grande sorriso grande sorriso grande sorriso

Ma poi... vibrazioni de che? Ho fatto più volte la domanda sui vari social, e la risposta, quando è arrivata, è stata sempre: quella delle casse!

Inutile dire che i suoni che dovessero mai arrivare dalle casse alle elettroniche, non sono affatto vibrazioni.

E' probabile che questa strana convinzione derivi dai vecchi tempi del giradischi analogico, quando la testina, tracciando i solchi del vinile, insieme al vinile stesso si comportava come un microfono, e ovviamente ciò costituiva un problema in quanto il segnale rilevato dalla testina come microfono era una forma di inquinamento del segnale, e in casi limite poteva addirittura innescare un effetto larsen.

Ma ciò non ha nulla a che vedere con ciò a cui credono i cultori delle punte e sotto-punte. Una vibrazione, per essere tale, deve comportare un movimento della struttura dell'oggetto in esame. E ciò comporta almeno due cose: un elemento vibrante, e un contatto fisico stretto.

Per fare un esempio, le valvole impiegate nei missili e nelle apparecchiature militari erano soggette (quelle sì!) a vibrazioni di natura meccanica provocate dai motori a razzo o dai possenti motori dei carri armati, e quindi dovevano essere poco microfoniche. In entrambi i casi, testina fonografica e valvola, si ha un elemento che fa da trasduttore, che unito alla vibrazione meccanica può degradare le prestazioni o diminuire la precisione di un circuito.

In un amplificatore, in un lettore cd, in un dac, in un hard disk a stato solido, ma anche meccanico, non vi è alcun elemento che può fare da trasduttore, e quindi manca l'anello fondamentale che giustifichi l'adozione di contromisure contro ipotetiche "vibrazioni", che nel caso dell'hi-fi casalinga nemmeno esistono.

I suoni emessi dalle casse si trasmettono tramite l'aria, e già dopo pochi centimetri sono talmente deboli che per rilevarli devono essere usati appositi microfoni (i cui segnali sono soggetti ad una amplificazione molto elevata per essere usati). L'energia che arriva a colpire la struttura di un apparecchio tramite l'aria, è talmente debole che non può in nessun caso costituire un problema, a meno che non vi sia un elemento che fa trasduttore.

Si tratta di un concetto molto semplice, e anche logico, ma l'audiofilo compulsivo non è un essere logico: egli crede che per migliorare il proprio impianto "rivelatore" servano dei cavi da migliaia di euro, e che un aggeggio detto "armonizzatore" generi delle onde elettromagnetiche magiche che migliorano le prestazioni.

Ma tanto c'è sempre la frasetta buona per ogni occasione: provare per credere!
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il 19/10/2019, 21:06
Un componente che faccia da trasduttore c'è nelle elettroniche: il condensatore con le sue armature può fare da trasduttore, vedi infatti i mic a condensatore.
Sto facendo l'avvocato del diavolo.
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il 19/10/2019, 21:58
Ce ne sono molte di vibrazioni che interessano gli oggetti musicali... basta una casa con solai mal progettati e di vibrazioni ce ne sono parecchie, che disturbano i supporti delle elettroniche... Poi non so se l'impatto dei suoni che escono dai diffusori siano vibrazioni o no, di intensità più o meno modesta. Ma ti assicuro che l'aria che muovono 4 woofer da 38 cm a 100 dB di pressione sonora genera discreti impatti sulle cose...
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Ieri alle 11:06
@password ha scritto:Un componente che faccia da trasduttore c'è nelle elettroniche: il condensatore con le sue armature può fare da trasduttore, vedi infatti i mic a condensatore.
Sto facendo l'avvocato del diavolo.

Qualunque  componente elettronico ha un certo grado di microfonicità, pure le resistenze. Ma parliamo di un effetto talmente debole che per misurarlo occorre picchiare con il manico di un cacciavite sul componente stesso.

Non so se è chiara l'entità del fenomeno: per misurare la microfonicità di un componente moderno (misurare, non ascoltare!) occorre usare uno strumento abbastanza sensibile (di solito un voltmetro) e imprimere una certa pressione direttamente sul componente. Ora, io non so che impianto avete voi e quale è il vostro livello di volume abituale, ma credo che nemmeno un terremoto sarebbe in grado di indurre una variazione percepibile su un circuito per via della microfonicità dei componenti.

E' vero che alcuni tipi di condensatori ceramici sono leggermente più microfonici di altri componenti, ma siamo sempre su livelli talmente bassi da poter essere trascurati. I ceramici NP0 o C0G, quelli più usati in ambito audio, hanno capacità molto piccole, e sono costruiti in modo tale da azzerare la loro microfonicità. Quelli con altro tipo di dielettrico, gli X7R, che sono leggermente più microfonici, sono usati quasi esclusivamente sulle alimentazioni, dove eventuale microfonicità, se ve ne fosse, non potrebbe arrecare alcun danno.

E il fatto che esistano i microfoni "a condensatore", che sfruttano il principio della variazione di capacità per la trasduzione meccanico-elettrica, non deve indurre in errore.

Un microfono è costruito appositamente con l'obiettivo di rilevare le variazioni pressione dell'aria, ovvero le onde sonore. E infatti una delle sue armature che compongono il "condensatore" è una membrana flessibile, libera di seguire le variazioni di pressione.

E nonostante ciò, un microfono a condensatore genera un segnale massimo di qualche microvolt (milionesimo di volt). Per avere un segnale utile, occorre amplificare tale segnale migliaia di volte. Pensate quanto dovrebbe essere amplificata la microfonicità di un normale ceramico (che non nasce per fare da microfono) per avere una qualche influenza sul circuito.

Persino microfoni più sensibili, come quelli magnetodinamici, generano tensioni non più alte di qualche millivolt. Eppure tali microfoni hanno una membrana enorme a forma di cupola, e una bobina immersa in un potentissimo campo magnetico per raggiungere la sensibilità sufficiente. E noi pretendiamo che una resistenza, un condensatore qualunque, un diodo o un transistor riescano in qualche modo a farsi influenzare dalle onde sonore emesse dagli altoparlanti...

Se fosse così semplice, non avremmo necessità di costruire microfoni, useremo direttamente i condensatori ceramici!
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Ieri alle 11:16
Comunque, noi audiofili tendiamo a sopravvalutare le problematiche inerenti il nostro hobby, e a trascurare quelle di altri campi ben più critici.

Ci sono alcuni ambiti in cui davvero le vibrazioni impresse ad una apparecchiatura devono essere tenute in conto: pensate ad esempio al settore automobilistico. Un'auto moderna è piena di sensori, centraline elettroniche, alcune delle quali governano organi estremamente importanti per la sicurezza. Pensate al servosterzo, oppure al comune ABS.

Credete davvero che le vibrazioni a cui è sottoposto un motore siano paragonabili a quelle prodotte dal rondò veneziano ascoltato in tutta tranquillità sul vostro sofà? Eppure i condensatori e le resistenze sono esattamente uguali a quelli usati nelle vostre auto. E il vostro impianto non vibra, perchè non ci sono motori e non ci sono buche.
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